La Nuova Sardegna

Spopolamento, 166 paesi in via d'estinzione

Un'immagine panoramica di Armungia, il paese di Emilio Lussu
◗
Un'immagine panoramica di Armungia, il paese di Emilio Lussu

Nell'isola entro il 2050 rischiano di scomparire tantissimi piccoli centri urbani.  A Lanusei molti sindaci dei territori svantaggiati (Ogliastra, Barbagia e Mandrolisai) hanno dato vita al convegno «Oltre i grandi hinterland urbani: quale futuro per gli altri territori della Sardegna», cui hanno partecipato anche parlamentari e consiglieri regionali. Alla fine dell'incontro è stata redatta la «Carta di Lanusei per le zone marginali», un documento che sarà un punto di riferimento per i prossimi confronti

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. La Sardegna dell'interno scompare. Un processo lento e inesorabile iniziato sessant'anni fa e che entro il 2050 rischia di far perdere centinaia di piccoli centri con meno di mille abitanti. Un fenomeno al quale i sindaci dell'entroterra si ribellano cercando fra loro il dialogo per provare a invertire la rotta della bassa natalità e dell'emigrazione. A Lanusei decine di primi cittadini dei territori svantaggiati (Ogliastra, Barbagia, Mandrolisai) hanno dato vita al convegno «Oltre i grandi hinterland urbani: quale futuro per gli altri territori della Sardegna», cui hanno partecipato anche parlamentari e consiglieri regionali. Alla fine dell'incontro è stata redatta la «Carta di Lanusei per le zone marginali», un documento che sarà un punto di riferimento per i prossimi confronti.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.12491322:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/11/22/news/allarme-spopolamento-in-sardegna-entro-il-2050-spariranno-166-paesi-1.12491322]]

«Tramite l'unità dei sindaci e dei comitati - ha riassunto il sindaco di Lanusei, Davide Ferreli - si può esplicare una decisa azione dei territori marginali per richiamare il legislatore regionale a cambiare l'attuale visione e a riequilibrare le politiche troppo sbilanciate verso i grandi hinterland come quello cagliaritano. È urgente l'azione sinergica tra i consiglieri regionali per le zone interne per lavorare sul ripopolamento di interi territori nell'Isola. Territori che devono poter preservare i servizi e presidi essenziali. Bisogna al più presto colmare le lacune infrastrutturali presenti e puntare a politiche fiscali per richiamare investimenti. Questi territori devono essere presenti nella nuova legge di riforma delle Autonomie, in termini di rappresentanza istituzionale sovracomunale».

C'è anche chi ha detto basta a politiche imposte dall'alto: «Richiamo i presenti a porre attenzione a dinamiche quali le azioni di forza che non portano soluzioni ai problemi - ha sottolineato Gigi Littarru, sindaco di Desulo, riferendosi alla task-force regionale che da alcuni mesi porta avanti l'abbattimento dei maiali allo stato brado per debellare la peste suina africana -. Per questo e per i tanti problemi che affliggono le nostre comunità propongo la realizzazione di un Assessorato specifico per le zone interne dell'isola, nonché una apposita normativa e finanziamenti prioritari per le aree montane dimenticate».

«Bisogna cambiare - ha concluso il primo cittadino di Tortolì, Massimo Cannas -. C'è l'esigenza di attuare riforme adeguate per favorire non assistenza, ma produzione e lavoro. Altrimenti per noi sindaci sarà impossibile affrontare le incombenze delle nostre comunità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative