La Nuova Sardegna

Stop ai ribassi sul prezzo del latte, i pastori ritornano in piazza

Stop ai ribassi sul prezzo del latte, i pastori ritornano in piazza

A Cagliari la manifestazione di protesta organizzata dalla Coldiretti

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI In piazza per protestare contro il taglio del prezzo del latte e per dire no a qualsiasi forma di contraffazione che può rappresentare un grave danno per il comparto. I pastori, ma anche gli allevatori e gli agricoltori, attesi questa mattina a Cagliari sono 4mila. Un piccolo esercito che si incontrerà alla Fiera per fare sentire la sua voce, quella di un comparto che punta a essere una eccellenza dell’economia isolana e che denuncia continui maltrattamenti. « Il prezzo del latte di pecora è stato tagliato del 30% rispetto allo scorso anno mentre sul mercato si moltiplica la presenza di formaggio straniero come dimostra lo scandalo del pecorino romeno». È quanto afferma la Coldiretti nell’evidenziare le ragioni che hanno scatenato la mobilitazione.

«L’obiettivo è difendere una tradizione secolare che dopo il fallimento dello sviluppo industriale, rappresenta il vero valore aggiunto per il rilancio l’economia, il lavoro ed il turismo». Accanto ai pastori ci saranno allevatori, coltivatori di ortofrutta, vino, cereali e delle altre produzioni impegnati a garantire la genuinità e l’originalità della vasta offerta agroalimentare di un territorio dove produrre è più difficile e costoso. Con loro il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo accompagnato dall’intera giunta nazionale, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e il Governatore Francesco Pigliaru.

Sarà allestito il primo museo del falso pecorino italiano nel mondo con esempi scovati in tutti i continenti che tolgono spazio di mercato a quello originale e ingannano i consumatori ma i veri protagonisti saranno i pastori con le pecore al pascolo che prepareranno dal vivo il vero pecorino con laboratori didattici per tramandare ai più giovani l’arte della pastorizia sarda. «La difesa della tradizione – aggiunge Coldiretti – è accompagnata da un forte impegno dell’agricoltura sarda nella riconversione dell’industria in crisi con la valorizzazione della lana considerata per lungo tempo uno scarto da smaltire e che ora viene utilizzata per l’ assorbimento degli sversamenti inquinanti in mare o nella bioedilizia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative