Dai campi nasce l’industria bio
Il patto Coldiretti-Novamont a Porto Torres, l’ad Bastioli: un modello in Europa
CAGLIARI. Catia Bastioli amministratore delegato di Novamont ieri era in prima fila al raduno di Coldiretti perché Matrica di Porto Torres, impianto gioiello del gruppo dedicato alla chimica verde, potrà prosperare se “a monte”, avrà un’agricoltura solida. Spiega che l’impianto di Porto Torres è unico al mondo, gli altri impianti industriali erano doppioni, c’erano anche in altri stabilimenti d’Italia e d’Europa, quello “verde” no. Ciò che sta succedendo tra Porto Torres e Sassari è già un modello cui guarda per esempio l’Europa. La manager (che è un chimico, studiosa di scienze dei materiali e e sostenibilità ambientale) annuncia infatti che a settembre verranno i commissari dell’Unione europea a visitare gli impianti che hanno reso possibile il primo progetto FlagShip (i progetti sull’innovazione).
L’impianto di Porto Torres punta sui bioerbicidi, il primo prodotto pesticida naturale si chiama Beluca, si lavora per produrre la bioplastica di terza generazione, si lavorano le sostanze per la biolubrificazione. «Sulla chimica che nasce attorno alla coltivazione del cardo si registrano passi avanti nella genetica, con semi oggi molto interessanti – diceva ieri la manager – che si prestano a essere coltivati con poca acqua, un elemento sicuramente utile in presenza di annunciati cambiamenti climatici. Sulle proprietà antiossidanti di alcune molecole ci sono start up dell’università di Sassari che stanno studiando diverse possibilità». Alla Regione Bastioli chiede di sostenere gli agricoltori, ce n’è bisogno.
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