Lo sfidante: «Una città spaccata a metà»
Il candidato del centrosinistra indietro di appena 360 voti: «Da oggi vigileremo con attenzione»
OLBIA. La città azzurra ha sbiadito la coalizione rosso civica di Carlo Careddu. Il giovane avvocato di 39 anni, ex vice sindaco ed assessore all’Urbanistica viene battuto da Settimo Nizzi. La città non ha creduto al messaggio della squadra sostenuta dal Partito democratico, Partito dei sardi, Upc e tre liste civiche.
Già dopo la mezzanotte nel quartier generale di via Roma le facce sono tese. Nizzi guadagna terreno, la forbice si allarga. È una altalena continua di voti. Verso la una la certezza. Il divario è incolmabile. I sostenitori si stringono intorno a Careddu. Lui sorride, la delusione negli occhi iniettati di rosso, il viso stanco. Ma lui sa essere gentleman anche nella sconfitta. Quasi è lui a consolare le tante persone deluse che lo vanno ad abbracciare. «Nizzi ha vinto di una incollatura – commenta Careddu –. La città è evidentemente spaccata, però è chiaro che Settimo Nizzi è il sindaco di Olbia e sarà anche il mio sindaco. La città ci ha attribuito il ruolo dell'opposizione e ne prendiamo atto. Siamo democratici e quindi ci inchiniamo davanti al volere del popolo che è sovrano».
Nella prima analisi della sconfitta non si può non considerare l’effetto del Piano Mancini, il piano anti-alluvione. «La campagna elettorale si è giocata molto sul piano di salvaguardia della città che la propaganda, con alcuni sedicenti ingegneri idraulici e professionisti ha trasformato dalla soluzione al problema. Credo che abbia inciso molto nelle scelte elettorali dei cittadini». Con la vittoria di Nizzi Olbia ritorna feudo azzurro. «Ma questa non è stata sempre una città di centro destra – afferma Careddu –. Ha subito l'onda berlusconiana dopo essere stata di centro sinistra per tanti anni. Forse nell'immaginario collettivo il fatto che Forza Italia e i suoi rappresentanti abbiano governato nei momenti economici più floridi li ha portati a pensare che quel periodo possa essere di nuovo riproposto. Lasciamo a chi viene una serie di progetti importanti, tra cui il Piano Mancini che loro cancelleranno. A noi come opposizione spetta il compito di controllare, a loro quello di condurre la città ed è giusto che esercitino questo potere».
Careddu perde le elezioni per 357 voti. In testa al primo turno ha guadagnato 3mila voti al ballottaggio. Non sufficienti per tenere il passo di Nizzi, che dal primo turno ne ha recuperato oltre 4mila. Dopo cinque anni da vice sindaco Careddu diventa capogruppo di opposizione del Partito democratico. Con lui in aula siederanno Rino Piccinnu, Ivana Russu e Patrizia Desole. Siederanno nella sua stessa minoranza Massimo Satta dell’Upc e Amedeo Bacciu di Siamo Olbia.
Si conclude con una sconfitta giocata all’ultimo voto una campagna elettorale scoppiettante. Al centro del dibattito tanti temi caldi. In cima il Piano anti alluvione, nato all’indomani del passaggio del ciclone Cleopatra su Olbia, nel novembre 2013. Posizioni contrapposte quelle della Coalizione civica e democratica e quella del centro destra. Ma tra i tanti argomenti affrontati in campagna elettorale ci sono stati anche il Piano di utilizzo dei litorali e la filosofia urbanistica per lo sviluppo della città.
Careddu promette una opposizione di vigilanza, ma lascia alla maggioranza di Nizzi il compito di governare la città che le è stato attribuito dal voto popolare.
Il voto di ieri ridisegna in modo pesante il Consiglio comunale. Tornano in aula volti noti del centro destra che hanno governato la città per tanti anni. Esordisce invece all’opposizione il Movimento cinque stelle che però, con il trionfo di Nizzi deve accontentarsi di solo due poltrone. Con la vittoria di Careddu i grillini sarebbero stati tre.
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