Salta l’intesa con Sk: Versalis resta all’Eni
Nessuna cessione al fondo americano. Sindacati e lavoratori soddisfatti: «Buona notizia per il polo bio di Matrìca»
SASSARI. Poche righe di un lancio di agenzia, battuto alle 17 di ieri, e i 4300 lavoratori del comparto della chimica dell’Eni hanno tirato un sospiro di sollievo: «Eni e il fondo americano SK Capital hanno convenuto di porre fine alla trattativa per la cessione di una quota di maggioranza delle azioni di Versalis – recita il comunicato dell’Eni – avendo constatato l’impossibilità di trovare un accordo su alcuni punti negoziali tra cui, in particolare, la futura governance della società».
Una notizia che ha rinfrancato lavoratori e organizzazioni sindacali, sia nazionali sia territoriali. «Le azioni di protesta che abbiamo compiuto, tra manifestazioni, scioperi, blocchi stradali e pressioni nei confronti della politica hanno indotto Eni a fare un passo indietro – commenta Massimiliano Muretti della Filctem Cgil –. Nessuno può provare che le cose sarebbero andate così anche senza la nostra azione, ma questo significa che siamo stati capaci di farci ascoltare». Per Luca Velluto della Femca Cisl «la notizia è sicuramente positiva, finalmente si interrompe la trattativa per un accordo scellerato e controproducente. Il fatto di non aver trovato una soluzione sulla governance fa capire che non era proprio il caso di fare accordi con questa società». «Eni deve dirci come intende proseguire con l'investimento di Porto Torres e di Matrìca. Non siamo certo nelle condizioni di stappare lo champagne, ma lo stop della trattativa è sicuramente un fatto positivo – , sottolinea Giovanni Tavera di Uiltec Uil–. Le lotte messe in campo da noi nel territorio a qualcosa sono servite, quantomeno abbiamo indotto Eni a farsi un bell’esame di coscienza su quel che stava facendo».
Una vendita che i sindacati avevano bocciato da subito anche a causa della fumosità del progetto della Sk Capital, dubbi confermati dalla decisione di ieri di interrompere la trattativa. Resta da vedere se Eni-Versalis intende mantenere gli impegni assunti due anni fa (cioè un miliardo e 200 milioni di investimenti) nel comparto della chimica, e nel progetto della chimica verde in particolare. Valutazioni positive arrivano dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo), dai segretari nazionali di categoria (Emilio Miceli, Angelo Meneghetti e Paolo Pirani) mentre Luciano Ulgiati dell’Ugl chiede l’attuazione «del piano industriale per il rilancio della più importante azienda chimica italiana e la valorizzazione della chimica verde».
Sulla vicenda interviene il senatore del Pd Silvio Lai, secondo il quale «il blocco della trattativa per il passaggio delle quote di maggioranza di Versalis è un’occasione per avviare una riflessione e un confronto sul futuro della chimica in Italia. Il passaggio di Versalis alla Sk Capital avrebbe portato fuori dall’Italia un patrimonio di grandissimo valore. Ora bisogna individuare strumenti e azioni per fare in modo che questo patrimonio possa dare i frutti sperati, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda lo sviluppo della bioeconomia».
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