La Regione batte l’Enel: due dighe sono sue
Il tribunale delle acque impone la restituzione di Tirso 1 e Tirso 2. Maninchedda: sentenza storica
CAGLIARI. La battaglia è vinta. Il Tribunale superiore delle acque ha detto che l’Enel dovrà restituire alla Regione le dighe Tirso 1 e Tirso 2, in provincia di Oristano. Finora le ha gestite in esclusiva nonostante, a suo tempo, non abbia speso neanche un euro per costruirle. Dalla sua aveva però una concessione fino al 2029, è quella impugnata dalla Giunta, che le ha permesso d’incassare oltre 50 milioni all’anno con la produzione di energia elettrica, versando in cambio sempre alla Regione solo 5 milioni per i diritti di concessione demaniale. Davvero un bell’affare. Ma i giudici hanno deciso che ora la proprietà deve ritornare subito alla Regione. L’Enel è stata condannata anche a risarcire chi ha vinto la causa. Sempre alla Regione e al Consorzio di bonifica di Oristano, dovrà girare gran parte degli incassi accumulati. «È una sentenza storica», è stato il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda. Nel 2014, in una delle prime sedute della giunta Pigliaru, era stato proprio lui a far scattare la guerra santa per la proprietà delle dighe. Proprietà ribadita nel 2006 da una legge regionale, ma finora mai applicata e contro cui l’Enel si è sempre opposta, oppure ha cercato di trovare un accordo di gestione comune con la Regione. Niente da fare, di fronte ai giudici delle acque ha perso la causa su tutti i fronti. «Ora sarà la Regione – ha aggiunto l’assessore – a gestire dighe e centrali. Appena ritorneremo in possesso degli impianti sul Tirso, li trasferiremo ad Enas, l’ente regionale che produce la cosiddetta acqua grezza». E quella appena ottenuta non è solo una vittoria simbolica. «Con la gestione diretta delle centrali – ha detto ancora Maninchedda – diminuiranno sensibilmente anche i costi che oggi Enas ha in carico per la produzione dell’energia elettrica e quindi ci sarà un risparmio per le casse della Regione». A loro volta a beneficiare della vittoria in tribunale saranno anche i Consorzi di bonifica, che potranno contare sui futuri risparmi di Enas fino ad avere bilanci non più sostenuti solo dai finanziamenti pubblici». La battaglia contro l’Enel comunque non è finita. A dicembre, sempre davanti al Tribunale superiore delle acque, ci sarà un secondo confronto sulle altre dighe ancora in bilico. Ma ora con questa prima sentenza a favore è scontato che la Regione vinca anche il secondo processo. «Nessuno avrebbe scommesso su una nostra vittoria contro il colosso energetico e invece è stato un trionfo», ha scritto ancora Maninchedda sul suo blog.
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