A Olbia continua la protesta selvaggia cancellati 26 voli
Alta tensione dopo l’accordo sull’esubero di 299 lavoratori Esposto dell’azienda in Procura. Domani rischio di sciopero
OLBIA. Ancora una giornata di passione per Meridiana. Sono stati 26 i voli cancellati, sempre a causa dell’assenza per malattia di un cospicuo gruppo di piloti e di assistenti di volo. Solito bollettino che va avanti da giorni, da quando è stata firmata l’intesa sugli esuberi da parte delle sigle Cigil, Cisl, Uil e Ugl con il governo, e che ha portato al licenziamento di 299 dipendenti (quasi tutti assistenti di volo e nessun pilota) grazie anche all’uscita volontaria di centinaia di lavoratori con la garanzia di un cospicuo supporto di ammortizzatori sociali.
Voli cancellati. Anche ieri, dunque, 26 voli cancellati per le numerose assenze per malattia. Lo scalo più in difficoltà, tanto per cambiare, è stato quello di Olbia. La compagnia ha cercato di parare ancora una volta il colpo con l’ausilio di tre Boeing capaci di portare 300 passeggeri per volta, oltre che di due Md 80. Tutto in ordine ancora negli aeroporti, visto che i passeggeri erano avvisati della situazione. Le navette hanno funzionato e lo “schema” utilizzato da Meridiana, man mano che passano i giorni diventa sempre più collaudato.
L’esposto alla Procura. La situazione ovviamente è sempre più tesa, e i vertici di Meridiana sono molto contrariati per quello che sta diventando, secondo il loro parere ma anche secondo quanto ripetuto dal mondo della politica, un danno economico e d’immagine per il territorio oltre che, ovviamente, per la compagnia stessa. Per questo è scattato l’esposto in Procura per chiarire tutti gli aspetti di questa astensione di massa dal lavoro. In prima linea l’amministratore Marco Rigotti che ha parlato di «una protesta vile e sleale».
I sindacati ribelli. I sindacati che non hanno firmato l’accordo (Usb, Apm e Cobas) sono sul piede di guerra. Hanno diffuso un documento durissimo. «Ci sono state palesi ingiustizie subite - sostengono nel documento - ma tutte le parti in causa dovrebbero da subito chiedersi come ricostruire e ridare un minimo di certezze e prospettive ai tanti lavoratori di questo paese: dall’esistenza di un partner finora mai apparso ufficialmente alla verifica degli organici di ogni singola categoria necessari per far volare una compagnia aerea, agli strumenti rimasti inutilizzati, alle modalità stesse di prelazione del personale. La vertenza non è assolutamente conclusa e occorre fare completa chiarezza sulla vicenda».
Assemblea e sciopero. Per questo motivo le tre sigle sindacali stanno preparando altre due giornate di fuoco. Questo pomeriggio, a partire dalle ore 15, è infatti prevista un’assemblea generale convocata dai sindacati che non hanno firmato l’accordo. Domani invece i dipendenti che hanno aderito alle tre sigle sono chiamati a fare sciopero. L’astensione dal lavoro è prevista per quattro ore: dalle ore 11 alle ore 15.
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