Devastate le campagne di Sedilo
Polemiche sul coordinamento dei mezzi aerei: «C’è stato un vuoto di due ore»
SEDILO. Il giorno dopo l’inferno la campagna è un cimitero fumante. In paese nessuno ricorda un incendio come quello che ha devastato quasi 3.500 ettari di pascolo e macchia mediterranea. A Lure, Parte ‘e susu, Su Monte, Lavros e in un piccolo settore di Su Campu i terreni sono andati completamente in fumo; di alcuni fabbricati rurali non sono rimasti che muri diroccati. Tanti animali sono arsi vivi. Fino a ieri non è stato possibile tracciare un bilancio preciso dei danni ma si suppone che le perdite siano ingenti: «I terreni sono carbonizzati, i muretti a secco crollati, i confini non esistono più», ha detto il vicesindaco Salvatore Pes, «Alla Regione abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di calamità e sollecitato il suo intervento per ripristinare le recinzioni e la viabilità rurale e per assicurare ristoro alle aziende. Molti allevatori hanno perso pascolo e foraggio». Mobilitata anche la Coldiretti, che invoca l’aiuto economico della Regione per le aziende danneggiate e chiede a Pigliaru di mediare con il ministro Martina per sbloccare i premi comunitari. Oggi a Dualchi è previsto un incontro tra i delegati dei Comuni oristanesi e del Marghine interessati dai roghi mentre ieri mattina si è tenuto un vertice operativo a Sedilo tra il sindaco Alessio Petretto e la giunta, l’ assessore all’Ambiente Donatella Spanu. «C’è stato uno scarso coordinamento tra le unità a terra e quelle aeree. Sabato si è verificato un vuoto tra le 17 e le 19 in cui a Sedilo non si è visto un solo canadair», ha dichiarato Salvatore Pes. «Bisogna rivedere le politiche di prevenzione e mettere i Comuni nelle condizioni di operare», ha caldeggiato il sindaco di Aidomaggiore Adele Virdis.
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