Massimo Deiana: «Per l'aeroporto di Alghero 5 milioni, basta veleni»
L’assessore regionale dei Trasporti: «La continuità internazionale farà ripartire le rotte low cost. I sindaci mi invitino domani per parlare di Ryanair, pronto a discutere»
SASSARI. Salvate il soldato Ryanair. Nella battaglia dei cieli sembra l’unico imperativo che guida la rivolta di Alghero. La città catalana è in allarme rosso, lo scalo a luglio somiglia al deserto. La società di gestione dell’aeroporto precipita in un abisso di segni meno, ma è tutto il nord dell’isola che risente del vuoto dei passeggeri che non arrivano più con il re dei vettori low cost. La tensione sale anche con il caos di Meridiana. Un mix che ha intensificato il fuoco contro l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana.
Badilate catalane. Ad Alghero Deiana è diventato una sorta di nemico pubblico. A guidare l’attacco è il sindaco Mario Bruno, che per domani ha anche convocato una assemblea di sindaci. L’oggetto è sempre lo stesso: i danni dopo la fuga di Ryanair. Ma Deiana non ci sta a passare per colpevole. «Beh per prima cosa vorrei che qualcuno mi invitasse – dice –. Sono pronto a venire ad Alghero e a parlare con i sindaci. Io voglio confrontarmi con loro e sono convinto che alla fine saranno con me».
Accordi e disaccordi. Deiana porta con sé le nuove linee guida sulla continuità internazionale. La Regione mette a disposizione 10 milioni di euro all’anno. La metà di fatto andranno all’aeroporto di Alghero che li potrà utilizzare per sostenere rotte low cost. «Il sistema di distribuzione delle risorse – spiega Deiana –, prevede che i soldi siano dati in modo inversamente proporzionale alla quantità di traffico aereo internazionale. Chi ha avuto meno passeggeri negli ultimi due anni avrà più risorse».
Con un calcolo a spanne si scopre che Alghero avrà la metà delle risorse, Cagliari il 30 per cento, Olbia il 20. «Sono risorse date per il sostegno al funzionamento degli aeroporti – spiega Deiana –. Ma non possono essere usate a caso. Si basano sul principio dell’investitore nell’economia di mercato. In altro parole io do 10 euro allo scalo di Alghero perché produca un aumento della redditività dell’aeroporto. E sottolineo dell’aeroporto, non delle attività intorno. Solo a queste condizioni possono essere date. La situazione di Alghero è ancora più complessa perché lo scalo catalano è da 12 anni che riceve sovvenzioni. Questi soldi però non possono essere usati per comprare traffico. Ma si possono incentivare le rotte messe in gara con un bando pubblico». In altre parole non si possono dare soldi in modo diretto a Ryanair, ma si possono mettere risorse a disposizione per rendere appetitosa la rotta. Ma chi vince lo deve fare partecipando a un bando.
Effetto tossina. Non proprio quello che chiede Ryanair. Di fatto il vettore irlandese in questi anni ha avuto soldi dati dagli aeroporti senza bando per attivare le rotte. «Questo non è più possibile – spiega Deiana –. Lo vieta non solo l’Europa, ma anche le leggi nazionali. Non sono poi queste le richieste di Ryanair. Gli irlandesi pretendono il taglio delle tasse e l’alleggerimento delle norme nazionali sugli aiuti alle low cost. Su entrambi decide il governo. La Regione fa tutto quello che è lecito per far crescere lo scalo di Alghero». Il Riviera del Corallo sembra incapace di riprendersi dal doping delle sovvenzioni a Ryanair, un po’ come il tossicodipendente che non riesce a fare a meno della droga. Senza Ryanair lo scalo è crollato.
Sassate. Deiana è pronto al dialogo. Ma invoca il senso di responsabilità. «Il coraggio non c'entra nulla – dice l’assessore che risponde alle accuse di non avere fatto nulla per lo scalo –. Se io do soldi ad Alghero e Alghero li usa illecitamente interviene l'Ue. Ma se fa più comodo per alcuni individuare un cattivo e senza cuore facciano pure. Io accetto le reazioni della gente. Chi ha un ruolo pubblico ha il dovere di farlo. Capisco la protesta e il dissenso se restano nell'ambito della civiltà. È criminale, irresponsabile e miserrimo dal punto di vista politico e umano chi ha responsabilità politica e per ragioni poco chiare fomenta la rivolta e solletica la pancia della gente. Queste non sono le scelte dell’assessore Deiana. Sono le scelte della giunta e della struttura della Regione che ha studiato le leggi e sa quello che si può fare. Ma quando ci troviamo di fronte a queste cose siamo davanti a vette di imbecillità di fronte alle quali si deve rispondere con un pietoso silenzio. Quando mi vorranno invitare per un confronto serio son pronto». Inutile sottolineare che Deiana risponde al sindaco di Alghero Mario Bruno e a parte dell’opposizione di Regione che in queste settimane hanno criticato in modo pesante le scelte strategiche della Regione in materia di trasporti.
L’aeroporto. Deiana non interviene sul caso aeroporto in modo diretto. Anche in questo caso le scelte della Regione sono obbligate. La società che gestisce lo scalo è della Regione che l’ha ricapitalizzata 6 volte in 10 anni. L’ultima ricapitalizzazione è stata fatta con un processo di privatizzazione. Si fa un aumento di capitale che deve essere sottoscritto da un privato. Nessuno vuole rischiare di acquistare la società. Se l’Ue dovesse decidere che vanno restituiti i soldi dei bandi, l’aeroporto dovrebbe tirare fuori 38 milioni. Default certo.
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