Violenza sessuale: Deidda condannato
Due anni all’ex sindaco di Domusnovas, dieci mesi in più all’ex vicesindaco. Molestate due operaie del Comune
CAGLIARI. Mani addosso, tentativi di baciarle, abbracci affettuosi non richiesti e domande dal significato inequivocabile a due dipendenti del servizio di pulizia degli uffici comunali di Domusnovas: «Che cosa sei disposta a fare per conservare il posto di lavoro?». La denuncia, il processo a porte chiuse e ieri la sentenza: Angelo Deidda (52 anni) ex sindaco di Domusnovas è colpevole di violenza sessuale ed è stato condannato a due anni di reclusione con la condizionale e all’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Per l’ex vicesindaco Marco Cuccu (58 anni) colpevole anche di tentata concussione sessuale continuata, il conto giudiziario presentato dal tribunale è più salato: due anni e dieci mesi. I due ex amministratori comunali, difesi da Patrizio Rovelli e Maria Grazia Monni, per i quali il pm Sandro Pili aveva chiesto sei anni e mezzo di carcere, dovranno per ora risarcire le parti offese - tutelate dall’avvocato Anna Maria Busia - con quindicimila euro ciascuna, ma sarà successivamente il giudice civile a stabilire la cifra finale. Fino a un’eventuale riforma della sentenza in appello, la carriera politica di Deidda e Cuccu è sospesa in base alla legge Severino: non potranno candidarsi ad alcuna carica pubblica nei prossimi cinque anni. I fatti al centro del processo risalgono al periodo che va dal 2006 al 2010: impegnate nella pulizia quotidiana del municipio di Domusnovas, una come dipendente comunale a termine e l’altra della cooperativa Domuservizi, due operaie erano costrette - secondo l’accusa - a fronteggiare le continue avances del sindaco e del suo vice, che approfittavano di ogni occasione per allungare le mani su di loro, facendo leva sul rapporto di lavoro e sul loro potere di amministratori. La decisione di sporgere denuncia arrivò nel 2010 e l’inchiesta del pm Sandro Pili si chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio per maltrattamenti. Fu il giudice Cristina Ornano a ordinare alla Procura di modificare il capo d’imputazione per contestare ai due indagati il reato di violenza sessuale, nella fattispecie meno grave.
Nel corso del lungo dibattimento le due operatrici non si sono tirate indietro, al contrario hanno confermato davanti al collegio giudicante presieduto da Mauro Grandesso il contenuto della denuncia, riferendo i fatti nei dettagli, senza omette gli aspetti più piccanti. Le mani addosso, sulle parti intime, erano all’ordine del giorno. Così come i richiami alla possibilità di perdere il lavoro se le due donne non si fossero rese disponibili ad assecondare i due attempati amministratori di Domusnovas.
I due imputati hanno respinto con forza le accuse e le tesi sostenute dai difensori hanno garantito a Deidda e Cuccu la salvezza da una pena detentiva ancora più pesante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
