Giunta, verifica in un mese Asl unica, l’accordo resiste
Sono cominciati gli incontri bilaterali fra Pigliaru e i partiti del centrosinistra Cd: «Promuoviamo il nostro assessore, ma rimescolare le deleghe è possibile»
CAGLIARI. Lo stesso giorno in cui il tavolo tecnico del centrosinistra ha chiuso l’accordo (reggerà in aula?) sull’Asl unica, è partita la verifica politica fra il governatore Francesco Pigliaru e i partiti della coalizione. Ad aprire l’agenda è stato il Centro democratico, nei prossimi giorni saranno convocati gli altri alleati, con anche un’ultima «chiamata» per il Pd ancora alle prese con la sua infinita crisi interna.
Chiudi e apri. La concomitanza fra la chiusura di un tavolo, quello tecnico sulla sanità, e l’apertura dei tavoli politici è tutt’altro che un caso. Tutti sanno che il rimpasto in Giunta – anche se ormai i più parlano con insistenza di «rimescolamento delle deleghe» – ci sarà solo dopo che la riforma delle Aziende sanitarie sarà approvata dal Consiglio regionale. Il che vuol dire: entro questo mese e sicuramente prima della pausa estiva, con l’Asl unica che dovrebbe diventare operativa da settembre. Portato a casa questo risultato, irrinunciabile per il presidente della Regione, dovrebbe cambiare subito dopo anche l’assetto del governo.
Temi e non poltrone. Pigliaru continua a ripetere: «Parliamo solo di contenuti e molto meno del resto», cioè delle poltrone. Di qualunque poltrona, non solo quelle dei dodici assessori, ma anche di alcuni incarichi in scadenza, come la presidenza della Sfirs, la finanziaria della Regione, o quella dell’Arst, o perché no del futuro direttore generale dell’Asl unica. Di nomi, in questa fase, «non si deve ancora parlare», ha ribadito il governatore nel vertice di maggioranza della settimana scorsa. In quell’occasione, al centro del confronto c’è stato solo il «rilancio dell’azione di governo che avverrà dopo la firma del Patto per la Sardegna con Palazzo Chigi». È un pacchetto pesante, intorno ai 2,8 miliardi, che per Pigliaru dovrà essere il punto di partenza della seconda parte della legislatura. Anche se non c’è ancora una data ufficiale della missione del premier Matteo Renzi in Sardegna e questa incertezza comincia a pesare anche sulla verifica.
Primo incontro. Ad aprire l’agenda delle riunioni bilaterali è stato il Centro democratico. Formata dal deputato Roberto Capelli, dai consiglieri regionali Anna Maria Busia e Roberto Desini e dal coordinatore Nicola Selloni, la delegazione ha proposto la sua idea di rilancio al presidente. «È stato un incontro molto produttivo – ha detto Capelli all’uscita da Villa Devoto – Con Pigliaru abbiamo concordato quali dovranno essere le priorità della Regione nei prossimi due anni». Uno dei punti forti dovrebbe essere questo: «Azzerare le diseconomie che finora hanno penalizzato gran parte dei territori e non solo le zone interne». Certo, nell’incontro, si è parlato anche di come potrebbe cambiare la Giunta. «Noi promuoviamo il nostro assessore al Turismo Francesco Morandi– ha aggiunto Capelli – ma ci siamo messi a disposizione del governatore se ci fosse la necessità di rivedere le deleghe». Perché più che di un rimpasto è il rimescolamento delle carte a essere quanto pare la filosofia di questa verifica. Cioè: i partiti sarebbero pronti a rinunciare agli attuali incarichi per poi designare i nuovi «assessori meno tecnici e più politici». Però bisognerà vedere se e come cambieranno i rapporti di forza fra i diversi partiti. Gli incontri proseguiranno con il Partito dei sardi e subito dopo i Rossomori, Sinistra sarda, Upc-Psi, Sel e Partito democratico.
Asl unica. Il tavolo tecnico ha concluso il suo lavoro sulla riforma. Ci sono state diverse correzioni, tutte pare condivise, sulla bozza presentata a suo tempo dall’assessore alla Sanità Luigi Arru. Sotto la gestione del super manager dovrebbero esserci da settembre in poi otto aree socio-sanitarie con una discreta autonomia nella gestione. Sarebbe stata rinviata invece a un tavolo più politico la decisione non facile su dove sarà la sede dell’Asl unica. Sassari, Nuoro e Oristano continuano a essere le candidate, ma a scegliere sarà il Consiglio regionale. (ua)
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