Temperature fino a 40 gradi nel weekend, allarme incendi in Sardegna
La Protezione civile ha diramato il codice arancione, stato di allerta in tutti i presidi
SASSARI. È la prima ondata di caldo africano. Un’ottima notizia per chi ha programmato un bagno nel mare dell’isola. Un annuncio molto meno rassicurante per chi deve fare i conti con la prevenzione degli incendi.
La Protezione civile ha diramato un bollettino che la dice lunga sul rischio durante il fine settimana. Da oggi a domani, come minimo, su una grossa porzione dell’isola sarà in vigore lo stato di allerta che in gergo viene definito “codice arancione” che, per i profani, si traduce in un alto rischio di incendi. La “pericolosità alta” annuncia la possibilità che possano nascere incendi “che si possono propagare rapidamente e che possono raggiungere dimensioni tali da essere difficilmente contrastabili con le forze ordinarie”. Dunque, l’allerta è stata estesa a tutto l’apparato statale che combatte gli incendi, mezzi aerei compresi.
Le zone della Sardegna coperte dal codice arancione sono quelle del Campidano, praticamente tutto, del Nuorese e del Sassarese. Più di un terzo del territorio regionale vivrà nel rischio che un tranquillo fine settimana estivo possa trasformarsi in una gigantesca fornace a cielo aperto.
Per fortuna non ci sono solo notizie preoccupanti. A dare sollievo a tutti gli operatori dell’antincendio c’è un’altra previsione che in questi casi fa la differenza: «Non è previsto vento», spiega Graziano Nudda, direttore della Protezione civile regionale, «oggi dovrebbe essere un giornata senza un filo d’aria. Questo potrebbe causare temperature particolarmente elevare in alcune zone dell’isola, mi riferisco alle valli dell’interno e in particolare alla piana di Ottana dove sono previste anche punte di quaranta gradi, ma l’assenza di vento potrebbe darci una mano in caso d’incendio».
Domare i roghi che non vengono spinti da folate imprevedibili è molto meno complicato e l’apporto dei mezzi aerei può essere determinante per circoscrivere i roghi e limitare i danni. Le insidie, però, sono comunque dietro l’angolo: «Abbiamo allertato anche i sindaci del territorio, potrebbero servire le loro azioni dirette oltre all’impegno della Regione che deve essere pronta al maggior sforzo possibile», ha detto ancora Nudda.
Se poi i cittadini dessero una mano, evitando incoscienze come il lancio dei mozziconi di sigaretta, l’accensione di fuochi in zone rischiose o l’uso di attrezzi che possono generare scintille, il quadro generale sarebbe molto più rassicurante.
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