Urbanistica, scontro fra Floris ed Erriu
Il leader dell’Uds: Giunta sottomessa allo Stato. L’assessore: la legge va condivisa con il ministero
CAGLIARI. Non è ancora arrivata in Consiglio regionale e pochi sembrano conoscere l’ultima versione, ma la nuova legge urbanistica comincia ad accendere gli animi. Non solo quelli degli ambientalisti, che anche di recente hanno sollecitato un incontro chiarificatore con la Regione, ma anche quelli dei politici. L’ultimo ha visto contrapposti il leader dell’Uds Mario Floris e l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu. Con il primo secco nell’affermare che «purtroppo sull’urbanistica questa Giunta è sottomessa ai voleri dello Stato». Ed Erriu pronto nella replica: «Questa legge dobbiamo condividerla con il ministero, lo impone il Codice Urbani».
L’attacco. Diretto è stato quello di Mario Floris: «Gli annunci trionfali dell'imminente presentazione della legge urbanistica, a circa tre anni dall’inizio della legislatura, sono invece di fatto abdicare alla nostra autonomia». Per l’Uds «la conferma è arrivata di recente dall'assessore Cristiano Erriu, che ha detto: prima dell'approvazione da parte della Giunta e l'approdo in Consiglio, il testo e l'adeguamento del Piano paesaggistico dovranno essere sottoposti al vaglio del tavolo Regione-ministero dei Beni culturali e ambientali. Ed è stata proprio questa dichiarazione a ribadire le nostre preoccupazioni». Secondo Floris, «siamo in presenza di una totale sottomissione della Regione allo Stato, una vera e propria umiliante inaccettabile rinuncia a esercitare a pieno titolo le nostre competenze statutarie e costituzionali in materia di urbanistica ed edilizia». Con un’ultima richiesta: «Mentre attendiamo di sapere cosa farà lo Stato, invitiamo Pigliaru a portare in Consiglio la nuova legge urbanistica la cui approvazione, lo ribadiamo, è di nostra esclusiva competenza».
La replica. Quella dell’assessore Erriu è stata altrettanto diretta e secca. «Dispiace che Mario Floris continui a intervenire sull’urbanistica nel ricordo di epoche lontane. Invece si dimentica spesso di quel Codice Urbani che proprio la sua parte politica nazionale varò nel 2004 e da allora impone a tutte le Regioni (Sardegna compresa) di condividere le scelte in materia paesaggistica con il ministero». Per proseguire: «A suo tempo – scrive Erriu – anche questo passaggio fu riconosciuto dalla giunta Cappellacci di cui l'Uds ha fatto parte. Allora il centrodestra firmò rigidi protocolli che, in seguito, neppure onorò, facendosi rimandare al mittente gli atti, con una figuraccia che non fece certo onore all'autonomia della Sardegna». Con questo risultato, secondo l’assessore: «Quella Giunta fu capace di farsi impugnare e respingere buona parte delle sue decisioni, dal Piano casa agli usi civici, dalla legge sul golf a quella sulle zone umide». Poi l’affondo: «Furono quelli sussulti del solito inconcludente autonomismo di facciata, con cui, in ritardo di cinque anni, la stessa Giunta finse poi di varare a pochi giorni dalla sconfitta elettorale, una revisione del Piano paesaggistico di cui ben conosceva l'illegittimità, e una legge urbanistica che non poteva andare da nessuna parte». La conclusione è politica: «Confermo che abbiamo pronta, per la discussione con le istituzioni e le parti interessate, una nostra proposta di legge che avrà tutto il tempo per essere esaminata, approvata e sperimentata».
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