Borsellino: violata la Costituzione
La sorella del giudice ucciso dalla mafia sarebbe dovuta intervenire alla serata
OLBIA. Doveva esserci anche lei ieri sera a Olbia. Non fisicamente ma in collegamento via Skype. Ovviamente anche il suo contributo sulla lotta alla mafia è saltato. La mannaia della censura si è abbattuta anche sulla voce di Rita Borsellino, sorella di Paolo, il giudice simbolo della lotta a Cosa nostra insieme a Giovanni Falcone. E così non appena l’ex eurodeputata è venuta a sapere dell’annullamento della serata olbiese con Sabina Guzzanti ha voluto diramare una nota per stigmatizzare la decisione del Comune targato Forza Italia. «Apprendo, a poche ore dell’inizio dell’evento, della decisione dell’amministrazione comunale di annullare l’iniziativa a causa di contrapposizioni politiche locali, che nulla hanno a che vedere con la possibilità d’incontro, di approfondimento che tanti cittadini si attendevano da diverso tempo – afferma l’ex parlamentare europea, presidente del Centro studi Paolo Borsellino –. Purtroppo, a distanza di 24 anni dagli eventi stragisti, l’uccisione per mano mafiosa di mio fratello Paolo, di Emanuela, Agostino, Walter, Claudio e Vincenzo, rimane ancora oggi una ferita aperta e dolorosa per l’intero paese. Sono stati celebrati tre processi, un quarto è tutt’ora in corso e altri filoni d’indagine sono stati aperti per giungere a una piena verità. Il compito di cui la società deve farsi carico, senza differenze alcune, è l’eredità che ci hanno lasciato uomini giusti come loro».
Di qui l’attacco alla decisione di Settimo Nizzi di censurare “La trattativa”. «La proiezione di un film non può essere considerata più pericolosa della trattativa stessa. Sono dispiaciuta per questo grave atto di censura. Per questo motivo – conclude Rita Borsellino – ritengo che ogni occasione di dibattito democratico e di approfondimento, che possa portare alla formazione di una coscienza civica, sia l’espressione più alta di libertà garantita dalla nostra Carta costituzionale». (al.pi.)
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