LA REPLICA»NESSUN PASSO INDIETRO
OLBIA. Il giorno dopo Settimo Nizzi, il sindaco del diktat che ha chiuso le porte della biblioteca a Sabina Guzzanti e al suo film “La Trattativa”, non cambia di una virgola la sua posizione. «Voglio...
OLBIA. Il giorno dopo Settimo Nizzi, il sindaco del diktat che ha chiuso le porte della biblioteca a Sabina Guzzanti e al suo film “La Trattativa”, non cambia di una virgola la sua posizione. «Voglio dirlo a chiare lettere. Io non ho censurato nessuno. Ma l’amministrazione comunale, appena eletta, non poteva avallare un’iniziativa chiaramente faziosa. Il film della Guzzanti nei primi 5 minuti e negli ultimi 15 avvalora la tesi che Forza Italia è nata grazie alla mafia, gettando dunque fango sul presidente Berlusconi e sul partito votato in 22 anni da milioni e milioni di italiani».
E Nizzi, al partito, è legatissimo. «Sono in Forza Italia dal 1994 – ricorda – e posso dire con orgoglio che di mafia e mafiosi non ne ho mai visti. Queste accuse vanno respinte al mittente, non ci appartengono. Da qui la decisioni di annullare la proiezione, perché nessuno accetta di portarsi in casa propria della gente che accusa e denigra il padrone di casa e la sua famiglia».
Poi il sindaco prosegue ricordando di essere da sempre «un liberale, aperto alla cultura e a ogni forma di espressione. Se la Guzzanti fosse venuta a parlare in pubblico, a confrontarsi in un dibattito, sarei stato in prima fila ad ascoltarla. Ma il film no, assolutamente».
Dissentire da ogni forma di censura è normale ma questa di Nizzi è pur sempre una spiegazione. Non si capisce semmai, il successivo atto gravissimo, l’aver inviato gli agenti della polizia locale a impedire la proiezione alternativa che era stata organizzata al Civico IV in via Porto Romano. Un accanimento che è sembrato davvero irriguardoso delle libertà di espressione. «No, ma qui c’è un equivoco – si difende Nizzi –. Io non ho mandato nessuno al circolo Civico IV. Semmai, sapendo che si stava organizzando questo evento, e che tanta gente sarebbe andata lì, in automatico sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno sempre il dovere di controllare queste situazioni. Dunque polizia, carabinieri e la polizia locale. Quest’ultima poi ha semplicemente applicato quello che prevede la legge: avvertire il gestore del locale, che la proiezione non si poteva fare. Punto. Da parte mia nessun accanimento insomma».
E pensare che il film documentario di Sabina Guzzanti è stato proiettato anche recentemente a Olbia nell’ambìto di una rassegna di cinema d’autore. Ma la mossa di Nizzi ha moltiplicato la curiosità sulla pellicola. «Può darsi che sia successo anche questo – replica il sindaco – e non ci posso fare nulla. Ripeto, la decisione è stata presa perché non potevamo accettare, come amministrazione neoeletta formata praticamente da un monocolore di Forza Italia, di sostenere in una rassegna del Comune una pellicola che attacca in maniera bugiarda il nostro partito e il nostro presidente».
«Questa polemica – conclude Nizzi – non mi dà alcun fastidio. Credo di aver fatto la cosa giusta e del resto tutti possono vedere il film. Magari verrà programmato per una settimana al Cinema di Olbia, e ovviamente non potrei aver nulla in contrario». (en.g.)
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