Una vittoria per il principe Karim

Il fondatore dell’ex Alisarda ha difeso strenuamente la sua creatura

PORTO CERVO. L’Aga Khan ha atteso la chiusura dell’accordo per l’ingresso di Qatar Airways in Meridiana nella sua villa di Porto Cervo, lì dove tutto era cominciato: la creazione della Costa Smeralda, la nascita di Alisarda, il boom di un investimento turistico senza eguali nel Mediterraneo. È arrivato all’aeroporto di Olbia qualche giorno fa, un po’ per passare un periodo di vacanza dopo la fine del Ramadan, un po’ per seguire da vicino il negoziato delegato a Marco Rigotti e Sultan Allana, un suo storico dirigente, con lui, Karim, sempre più defilato (ma non assente) su Meridiana.

Anche perché se la compagnia aerea di Olbia è ancora viva e non già chiusa - a prescindere dalle colpe nella gestione, che per i dipendenti sono tutte dei manager - il merito è proprio suo, dell’Aga Khan. Basta un numero per capirlo: 700 milioni di euro. 700 sono i milioni che Meridiana ha perso - come è scritto nei bilanci d’esercizio della compagnia aerea, consultabili liberamente alla camera di commercio - fra il 2008 e il 2015, ultimo dato disponibile. 700 milioni di euro che l’Aga Khan ha sempre coperto con i suoi fondi, senza mai prendere un dividendo: l’ultimo è del 1999.

Nessun’altra compagnia aerea, né in Italia né in Europa, come dimostrano i continui fallimenti, avrebbe retto. Meridiana, sì. Perché l’Aga Khan l’abbia fatto, solo lui potrà dirlo. Secondo molte fonti, i figli glielo avrebbero detto in tutte le lingue, anzi, in inglese, che è quella che usano con il padre: per loro Meridiana non era un’azienda strategica, da anni. Lui ha insistito: quella era l’ultima creatura del sistema Costa Smeralda, la doveva e voleva difendere.

Ha provato a farla crescere: due volte l’ha messa in vendita (nel 2000 e nel 2003), senza poi trovare l’intesa con il pretendente, in quei casi Alitalia. Nella storia di oltre 50 anni di Alisarda, poi Meridiana, aveva avuto anche dei partner: la Sfirs di Giovanni Filigheddu (consigliere regionale di Arzachena, vero padre della Costa Smeralda) nel 1971, la finanziaria di Gianni Agnelli tra il 1989 e il 1993, l’ex comandante Giuseppe Gentile tra il 2011 e il 2013. Per ragioni diverse, l’arrivo di nuovi soci non aveva funzionato al meglio.

Se ha sbagliato nella scelta dei soci o dei manager, se ha errato con i dipendenti, l’Aga Khan ha sempre rimediato da solo, anche per orgoglio. Un anno fa si è infine convinto a farsi trovare dal Governo (in particolare dall’ex ministro Federica Guidi, regista dell’operazione Qatar) un partner forte, con la promessa che non avrebbe più finanziato Meridiana. È andata bene, Qatar Airways ha una società in crisi ma viva, grazie a quei 700 milioni dell’Aga Khan che l’hanno salvata. (g.pi.)

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