La Nuova Sardegna

Fiamme nel Sulcis e a Molentargius, danni ingentissimi

Il rogo, complice il maestrale, ha bruciato centinaia di ettari Polemiche sulla organizzazione dei soccorsi e sui ritardi

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CAGLIARI. Il Sulcis brucia e anche numerose altre zone del Cagliaritano sono state colpite dagli incendi, con le fiamme alimentate dal forte vento di maestrale che ha complicato le operazioni di spegnimento. Il rogo più grosso ha interessato la piccola frazione di Nebida (Iglesias): l’incendio è partito giovedì nella tarda mattinata di giovedì e dopo il primo intervento delle squadre a terra e dei mezzi aerei, è ripartito ieri mattina. Una situazione di forte alllarme, con le fiamme che hanno lambito le case situate sul monte San Paolo e hanno circondato anche un serbatoio contenente cinque mila litri di Gpl. Sul posto sono intervenuti le squadre dei vigili del fuoco di Iglesias, le guardie del Corpo Forestale, i volontari del Soccorso Iglesias, presenti con quattro unità fuoristrada antincendio, elicotteri dell'Ente foreste e dei vigili del fuoco e tre canadair. Le fiamme hanno incenerito diversi ettari di macchia mediterranea. Un altro rogo è scoppiato ieri mattina all'interno del parco di Molentargius, nella zona di via Fiume, a Quartu Sant'Elena. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare diverse ore per arginare il rogo e mettere in sicurezza tutta l'area: i danni sono ingenti.

I nuovi episodi alimentano le polemiche. «Carenza di personale, meno del 50% di quanto dichiarato dall'assessore, a mezzi di terra inidonei e un inspiegabile addio all'Elitanker»: è la denuncia del sindacato autonomo forestali regionali della Federazione nazionale dipendenti regionali e enti strumentali, che sollecita Giunta e consiglio regionale affinché assegnino «compiti ben definiti» ad ogni struttura, «evitando sovrapposizioni e duplicazioni come nel caso del Corpo forestale e di Forestas».

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