Alghero, la scuola sforna occupati
Il preside dell’alberghiero: lavoro dopo il diploma per il 75 per cento degli alunni
ALGHERO. Il comparto turistico di Alghero avrà anche mille problemi, ma di certo non ha difficoltà a reclutare personale all’altezza del compito. A metterci la mano sul fuoco è il dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero di piazza Sulis, Mario Peretto. Da uomo estremamente pratico, il professore mette da parte i discorsi e snocciola alcuni numeri, tanto per essere chiari. «Dico soltanto che l’anno scorso abbiamo anticipato gli obblighi del progetto di alternanza tra scuola e lavoro e abbiamo mandato 268 dei nostri ragazzi a fare esperienze di formazione e stage nelle più rinomate località turistiche», è il primo dato fornito da Peretto. «Da Londra alle Dolomiti, dalla Valle d’Aosta a Porto Cervo e Villasimius, in moltissimi casi i nostri ragazzi hanno poi ricevuto una conferma e sono stati richiamati a lavorare per la stagione successiva», racconta il manager scolastico. Sempre per restare ai numeri, «i nostri studenti sono oltre 500 iscritti ai corsi ordinari e 150 a quelli serali, è vero che il 40 per cento dei ragazzi si perde per strada entro i primi due anni, tra bocciature e ritiri ma quelli che arrivano fino in fondo lo fanno a conclusione di un corso di studi eccellente».
Per dimostrare questa affermazione, Peretto fa riferimento a un altro dato. «Finito l’alberghiero di Alghero, il 75 per cento dei nostri allievi trova occupazione già dopo un anno, e nel secondo anno si sfiora addirittura l’86 per cento», dice il preside, secondo il quale «è esemplificativo del buon lavoro che stiamo facendo anche il fatto che quest’anno siano venuti i dirigenti di Starwood e al termine di un’accuratissima selezione hanno reclutato una decina di studenti di Alghero». E ancora, non è figlio del caso, insiste Peretto, se «il tour operator internazionale Tui ci ha proposto di essere loro partner per tutta la Sardegna, tanto che non riusciamo a soddisfare le richieste». E d’altronde, prosegue il presidente della cantina di Santa Maria La Palma, «se i ragazzi del Cagliaritano, del Nuorese, addirittura della Gallura scelgono di venire a stare nel nostro convitto e di studiare nella nostra scuola, nonostante dispongano di altre scuole alberghiere a poca distanza da casa loro, qualche ragione c’è». L’investimento di cui Peretto va più fiero è quello legato all’esperienza formativa, di aver precorso i tempi delle scelte ministeriali e di aver anticipato al secondo anno quello che di norma è previsto per gli allievi del secondo anno. «Il fatto che i ragazzi arrivino da presto a fare queste esperienze lavorative, senza per questo interrompere gli studi, è fondamentale per la loro preparazione e il loro successo professionale, non a caso molti di questi ragazzi vengono poi assunti dalle stesse aziende con cui sono entrati in contatto durante lo stage». Chiaramente, non è tutto oro quel che luccica. «Nelle prime, nelle seconde e nelle terze classi c’è sempre tanto da lavorare, dobbiamo migliorare per garantire un livello di preparazione sempre migliore e per abbattere la dispersione scolastica».
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