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Anche la giustizia diventa digitale

Anche la giustizia diventa digitale

L’assessore Demuro: investiamo sull’efficienza dei tribunali

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CAGLIARI. Più la giustizia riuscirà a essere digitale, più diventerà veloce nel processo penale e in quello civile dove ora non brilla certo per celerità. «È un servizio ai cittadini e la Regione ha deciso d’investire proprio sull’efficienza anche nei Tribunali e nelle Procure», ha detto l’assessore alle Riforme Gianmario Demuro nel presentare il progetto «Giustizia veloce», finanziato con un milione e mezzo di fondi europei. Entro due anni, i bandi saranno pubblicati fra poco, i tribunali di Cagliari, Lanusei, Oristano, Sassari, Nuoro, Tempio e l’ufficio del giudici di pace a La Maddalena saranno aperte aule informatizzate per gli interrogatori protetti (cioè a distanza) d’imputati e testimoni, banche dati del minore, sale server per la Procura distrettuale e la Direzione antimafia e soprattutto aule per le udienze digitalizzate. Aule in cui i faldoni e la carta saranno bandite, per far posto alle slide su cui si confronteranno giudici, magistrati e avvocati. Il risultato del progetto dovrà essere questo: risparmio di denaro pubblico, non più ad esempio migliaia di fotocopie ma solo “chiavette usb”, e tempi più rapidi per le sentenze. «Vogliamo essere all’avanguardia – ha detto l’assessore – con la possibilità di diventare anche una delle regioni guida della nuova giustizia digitale». È la dematerializzazione degli atti processuali il punto centrale e si spera vincente del progetto. «Lo sarà – ha aggiunto Demuro – perché nella fase preliminare abbiamo coinvolto magistrati e avvocati, e abbiamo raccolto i suggerimenti di tutti». Il presidente del Tribunale di Cagliari, Mauro Grandesso, ha analizzato quello che è stato fatto finora: «Già oggi gli atti del procedimento civile sono depositati attraverso la Rete e non più nelle diverse cancellerie. Per il processo penale non siamo a uno stadio così avanzato, ma è stata avvlata la scannerizzazione dei fascicoli e liberato gli archivi da montagne di carta». Il giudice Francesco Alterio, referente informatico per il tribunale di Cagliari, ha sottolineato che «in questi primi anni, abbiamo cancellato dalle nostre spese il costo di 3.000-5.000 fogli al giorno». Gilberto Ganassi, procuratore facente funzioni della Procura distrettuale, è andato oltre: «Gli uffici giudiziaria, in Sardegna, hanno chi più e chi meno una loro dotazione informatica adeguata, ma questo intervento della Regione sarà un valore aggiunto importante, perché sarà il servizio giustizia ad avvicinarsi alle esigenze dei cittadini». Il pm Daniele Caria ha aggiunto: «Le videoconferenze fra Tribunali e Procure e un domani anche fra gli uffici giudiziari e le caserme o i commissariati avvicineranno i territori. Lavorare meglio ed essere più veloci, anche gli avvocati vogliono raggiungere lo stesso traguardo. Giambattista Gallus, esperto di diritto informatico, lo ha detto: «Se la digitalizzazione funzionerà e deve funzionare, sarà come se un ufficio giudiziario fosse aperto 24 ore su 24. Cioè: niente file e più giustizia». Con il massimo della sicurezza: gli hacker sono e saranno banditi dai palazzi di giustizia. (ua)

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