Soddisfatti i familiari della vittima
Il fratello Manuel: l’ho subito detto ai miei genitori, per noi sono giorni pesanti
OLBIA. Dell’arresto di Bachisio Angius, Manuel, l’ha saputo dal web, poco prima delle 7.30. La notizia era stata appena lanciata in rete. «Ho gioito, non vedevo l’ora di dirlo a mio padre e mia madre: il primo pensiero è stato per loro. Sono stati giorni pesantissimi per la mia famiglia – racconta il fratello e tutore del 37enne disabile picchiato». Lui, non si dava pace da venerdì scorso, da quando aveva visto il video choc del pestaggio del fratello che rimbalzava su Facebook. Solo allora Manuel aveva scoperto che la frattura alla tibia, la lesione alla mandibola e tutti quei lividi nel corpo, non erano stati provocati da una caduta in moto come lui gli aveva detto, ma dalle botte prese da quell’amico che l’aveva invitato alla festa del suo compleanno. Da venerdì, insieme al legale di famiglia, ha cominciato la sua battaglia personale denunciando pubblicamente, oltre che ai carabinieri, l’aggressione subita dal fratello, mentre gli inquirenti portavano avanti indagini serrate per ricostruire quella serata finita con schiaffi, pugni e ginocchiate in faccia. Ieri mattina, l’arresto di Bachisio Angius. «Per noi, è un passo molto importante – commenta Manuel –. Sono soddisfatto per questo primo provvedimento e spero che presto si chiuda il cerchio: quella sera c’era chi riprendeva col cellulare e chi guardava senza intervenire. Abbiamo grande fiducia nel lavoro che stanno facendo la procura e i carabinieri di San Teodoro e Olbia e voglio per questo ringraziare tutti per l’attenzione dimostrata. C’è anche tanto sostegno da parte della gente, che continua a dimostrarci vicinanza e solidarietà».
«Dal punto di vista giuridico – aggiunge l’avvocato Nicola Di Benedetto – l’ordinanza di custodia cautelare segna un punto importante, sia per quanto riguarda la sussistenza del reato, inequivocabile già nel filmato, che relativamente alla pericolosità della persona. Attendiamo che la Procura faccia chiarezza su tutta la vicenda e sulle persone presenti in quel parcheggio. Questo lo dico e lo ripeto da giorni, perché ci sono anche altre responsabilità da accertare, oltre a quelle dell’aggressore. C’è il concorso morale nel reato da parte di chi filmava e di chi guardava, senza intervenire e soccorrere la vittima, abbandonata dopo essere crollata a terra priva di sensi».
Lunedì prossimo, intanto, il pestaggio di San Teodoro sarà oggetto di un ordine del giorno del consiglio comunale di Olbia per condannare l’accaduto ed esprimere solidarietà a L.I. Lo stesso giovane è stato protagonista della recente campagna elettorale in città, candidato nella lista Italia Unica. «Si è prodigato per dare una mano – spiega l’avvocato Di Benedetto –. Lui vuole sentirsi uguale agli altri, e fa di tutto per avere una vita normale, come i ragazzi della sua età».
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