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Ha preso in braccio la piccola, poi è sparito

Ha preso in braccio la piccola, poi è sparito

Il militare l’ha riadagiata sull’asfalto e si è dileguato. Si teme che possa compiere un gesto estremo

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SASSARI. Prima di sparire nelle campagne di Olmedo, Emanuele Secci, caporal maggiore della Brigata Sassari di 36 anni, ha preso in braccio la piccola di 5 anni rimasta ferita nello schianto sulla quattro corsie, forse nel tentativo di soccorrerla.

Qualche secondo per realizzare quello che era accaduto, poi la disperazione ha preso il sopravvento e il militare ha riadagiato la piccola sull’asfalto, accanto alle lamiere e alla sedietta da mare volata via dal portabagagli della Chevrolet Matiz, poi è sparito.

Dopo aver scavalcato il guardrail il caporal maggiore si è allontanato lasciandosi l’orrore alle spalle. Fino a ieri a notte fonda Emanuele Secci era introvabile. All’interno della sua Renault Scenic sono rimasti il suo cellulare e i suoi documenti. Le ricerche nelle campagne circostanti, nei casolari abbandonati della zona non hanno dato alcun esito.

Insieme alla polizia e ai carabinieri della compagnia di Alghero si sono uniti alle battute diversi abitanti di Olmedo. Decine di persone per diverse ore hanno provato a rintracciarlo con il timore che potesse commettere qualche gesto sconsiderato.

Da tutti a Olmedo Emanuele Secci è considerato un bravissimo ragazzo e un ottimo militare. Alle spalle il caporal maggiore ha diverse missioni all’estero e fino a ieri non avuto alcun problema. Solo lui potrà raccontare quello che è accaduto ieri pomeriggio sul rettilineo che taglia in due le campagne di Olmedo e corre veloce verso Alghero. È possibile che il militare sia stato abbagliato dal sole e non si sia reso conto di quella piccola utilitaria ferma sul lato destro della strada. La sua Renault gli è piombata addosso come un proiettile e l’ha trascinata per una trentina di metri. Monica Rita Azzu e Luisa Mulargia erano rimaste sedute in macchina nell’attesa dei soccorsi, mentre le altre tre passeggere erano sull’asfalto rovente accanto all’utilitaria ferma con le quattro frecce. Quando hanno visto la Scenic avvicinarsi sempre di più hanno capito che stare lì a un passo dalle auto che sfrecciavano sulla quattro corsie poteva essere pericoloso, ma non hanno avuto il tempo di mettersi in salvo. Anche loro sono state trascinate per diversi metri ma per fortuna si sono salvate. Emanuele Secci non ha avuto il coraggio di affrontare quel disastro e ha preferito allontanarsi. (l.f.)

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