La Nuova Sardegna

Gli artisti isolani: «Facebook in sardo? Buona idea ma poca pubblicità»

Elena Ledda
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Elena Ledda

Le reazioni di Piero Marras, Elena Ledda e Beppe Dettori

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SASSARI. Una cosa è certa: l’idea è piaciuta. Lo dicono quelli che usano la limba per lavoro, vendendo dischi e riempiendo le piazze dell’isola. Ieri, poi, era una giornata di concerti ma l’idea di commentare l’evoluzione regionale del social network più diffuso e utilizzato poteva tranquillamente far slittare di qualche minuto un sound check , un impegno a un festival o anche solo una cena tra amici.

Piero Marras non ha dubbi: «Buona idea, non la conoscevo però», ha detto il cantante che ha subito sottolineato un aspetto fondamentale della novità a quattro mori: sono pochissimi quelli che la conoscono. Sulla bontà dell’iniziativa, invece, ha chiesto tempo: «Sono davvero curioso, imposterò la mia pagina e proverò questa novità che potrebbe utile anche per avvicinare i giovani alla nostra lingua».

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Un’altra voce conosciutissima è quella di Beppe Dettori, leader dei Tazenda per otto anni e noto per tantissime altre collaborazioni in giro per l’Italia: «Mi sembra curioso, lo proverò nella mia pagina per vedere come funziona. Non ne ero a conoscenza, ne sento parlare adesso per la prima volta».

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In effetti la diffusione della notizia ha avuto qualche problema. Non fa difetto anche Elena Ledda, cantautrice di Selargius: «Non ne avevo sentito parlare ma mi sembra una buona idea soprattutto dal punto di vista didattico. Certo, per essere utilizzata come riferimento deve essere precisa. Certo non la èposso valutare io dato che questa è la prima volta che qualcuno me la segnala ma mi informerò, sono curiosa».

Insomma, su Facebook in linea di massima piace ma ha l’enorme limite di non essere conosciuto. un dettaglio che si può superare facilmente, magari anche grazie a chi il sardo lo canta. (c.z.)

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