La Nuova Sardegna

Dimesso dall’ospedale il militare ai domiciliari

di Luca Fiori
Dimesso dall’ospedale il militare ai domiciliari

Emanuele Secci, caporalmaggiore della Brigata, ha travolto e ucciso due donne Questa mattina ci sarà la convalida e potrebbe rilasciare dichiarazioni spontanee

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SASSARI. È tornato nella sua casa di Olmedo ieri pomeriggio Emanuele Secci, il caporal maggiore dell'esercito che giovedì dopo pranzo - sulla quattro corsie per Alghero - ha travolto e ucciso con la sua Renault Scenic Monica Rita Azzu, di 48 anni, e Luisa Mulargia, di 72.

Il militare è stato dimesso alle 15.30 dal reparto di Medica d'Urgenza dell’ospedale civile di Sassari dov’era piantonato dagli agenti della polizia stradale e ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Stamattina, accompagnato dai suoi difensori gli avvocati Edoardo Morette e Andrea Delias, l’uomo di 36 anni comparirà in tribunale davanti al giudice delle indagini preliminari Antonello Spanu per la convalida dell’arresto. Le manette erano scattate il giorno dopo l’incidente. Subito dopo lo schianto il militare si era infatti reso irreperibile. Sull'asfalto rovente della quattro corsie l'uomo aveva preso in braccio uno dei feriti sopravvissuti alla tragedia, una bambina di cinque anni, e dopo averla consegnata nelle mani di una donna arrivata poco dopo sul posto, si era allontanato a piedi in preda alla disperazione. Solo nel cuore della notte due commilitoni della Brigata Sassari lo avevano ritrovato sotto choc nei pressi di una chiesa alla periferia di Olmedo. Stamattina nell’istituto di patologia forense di Rizzeddu saranno eseguite le autopsie sui corpi delle due vittime e domani pomeriggio alle 16 nella chiesa di Santa Maria di Betlem di Sassari saranno celebrati i funerali.

È probabile che stamattina, in sede di convalida, Emanuele Secci decida di rilasciare spontanee dichiarazioni e raccontare al gip cosa ricorda di quel pomeriggio. In ospedale aveva detto alle poche persone con cui aveva parlato di ricordare di aver superato un dosso mentre rientrava a casa sulla strada per Alghero e poi di avere i ricordi offuscati. È proprio dopo quel dosso, al chilometro 19 della quattro corsie, che si è consumata la tragedia. Emanuele Secci era appena uscito dal lavoro giovedì pomeriggio quando poco dopo il bivio per l'aeroporto si è ritrovato parte della corsia occupata dalla Matiz di Monica Rita Azzu che si era dovuta fermare per un guasto. Gli esiti tossicologici eseguiti subito dopo il ritrovamento avevano dato esito negativo. È possibile che l'uomo fosse veloce e non abbia avuto il tempo di accorgersi dell'utilitaria ferma sul lato della strada. L’auto guidata da Monica Rita Azzu aveva avuto dei problemi meccanici. Accortasi del malfunzionamento del motore, la donna aveva contattato telefonicamente il compagno Antonello Simula, prima di accostare a bordo strada in attesa che l’uomo la raggiungesse da Sassari per prestarle soccorso in compagnia di una amico. Pochi minuti la Renault Megane guidata da Emanuele Secci, è piombata addosso alla Matiz travolgendo sia l'auto in panne che le due donne e una bambina scese in attesa dei soccorsi. Emanuele Secci aveva capito immediatamente l’entità della tragedia, ma non aveva avuto la forza di affrontare quel dramma. Sceso dalla Renault, era corso verso le tre donne ferite e forse avrebbe voluto fare qualcosa. Aveva preso in braccio la più piccola, poi si era guardato intorno e lo sconforto gli aveva fatto mancare le forze. Dopo qualche minuto aveva consegnato la bambina a una donna arrivata poco dopo lo schianto e si era allontanato a piedi lasciandosi quell'orrore alle spalle.

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