Piano casa? Conta di più il Ppr
Sentenza della Consulta: concessioni illegittime se derogano dallo strumento
CAGLIARI. Le autorizzazioni regionali basate sul piano casa e concesse in deroga al Piano paesaggistico regionale (Ppr) sono illegittime: l’ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza depositata il 20 luglio, nella quale i giudici - relatore Franco Modugno - hanno respinto il ricorso presentato a gennaio 2012 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri contro una parte del piano casa del 2011 - giunta Cappellacci - ma hanno messo un pesante macigno giuridico su numerose concessioni rilasciate negli anni scorsi, ora in odore di illegittimità. Peraltro il piano casa del 2011 e stato ripreso e adottato nella gran parte dalla giunta Pigliaru e gli uffici regionali hanno continuato ad applicarlo in pieno contrasto col Ppr, seguendo una linea che ora i giudici delle leggi bocciano senza appello. Scrive la Consulta: «Si deve escludere, proprio in ragione del principio della prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici che il Ppr sia derogabile, ciò perché l’intervento legislativo regionale espressamente dispone la possibilità di compiere alcuni interventi in deroga ai regolamenti edilizi e agli strumenti urbanistici comunali vigenti». In altre parole: il piano casa così com’è non è illegittimo e per questo il ricorso di palazzo Chigi è stato respinto. Lo diventa nel momento in cui le autorizzazioni fondate su quella norma derogano le norme di tutela del Ppr, che restano prevalenti. Ed è quello che sta accadendo da anni in Sardegna, sia per quanto riguarda le concessioni edilizie che - come denunciato alcuni mesi da dal sovrintendente ai beni paesaggistici Fausto Martino - per i condoni. L’amministrazione regionale dovrà tener conto della sentenza. (m.l)
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