«Da due anni restano chiuse la maggior parte delle basi»
OLBIA. Nessun terrorismo mediatico. Ma il sindacato dei vigili del fuoco Confsal chiede più attenzione alla Regione sul tema degli incendi. «Da due anni non riusciamo ad aprire le basi estive...
OLBIA. Nessun terrorismo mediatico. Ma il sindacato dei vigili del fuoco Confsal chiede più attenzione alla Regione sul tema degli incendi. «Da due anni non riusciamo ad aprire le basi estive – commenta Salvatore Sanna, segretario regionale Confsal –, solo due squadre in ogni capoluogo di provincia». E chiede che la campagna antincendi, in una regione come la Sardegna, cominci il primo giugno e termini il 30 settembre, con l'apertura delle basi estive 24 ore su 24. «Il personale che svolge il servizio di campagna boschiva – aggiunge Sanna – non può esimersi dallo svolgere anche tutte le altre funzioni proprie dei vigili del fuoco».
Il sindacato contesta anche le cifre stanziate dalla Regione. 600mila euro a fronte di una esigenza stimata in 1milione 200mila euro. «Le competenze boschive sono proprie della Regione, che non avendo però personale proprio per spegnere gli incendi e non potendolo chiedere alla forestale in quanto non abilitata, è costretta a stipulare convenzioni con i vigili del fuoco per tutelarsi giuridicamente. Ringraziamo il Capo del corpo che ha disposto l'assegnazione di mezzi ma è bene ricordare che si tratta di mezzi vecchi, che hanno superato i dieci anni di età e in ogni caso l'assegnazione è insufficiente alle esigenze ordinarie». E sulla cifra di 600 mila euro stanziata dalla Regione Sanna sottolinea.
«Non basta per coprire le fasi di sicurezza della popolazione, soprattutto in fase preventiva. Per non parlare dell'eventualità di spegnere un incendio boschivo di interfaccia o di tutte le altra modalità di soccorso che si possono verificare, con il notevole aumento di popolazione dell'isola. D’estate il maggior pericolo si ha sulle zone costiere, come la triste storia della Sardegna purtroppo ci ricorda».
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