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Mosé Marcia: serve riflessione

Mosé Marcia: serve riflessione

Il vescovo di Nuoro invita i fedeli: «Rinunciate a un’ora di mare e pregate»

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NUORO. Cresce la mobilitazione anche a Nuoro dopo i recenti attacchi terroristici in Francia. «Riceviamo quotidianamente dal ministero dell’interno direttive precise – spiega il prefetto Ninni Meloni – L’attenzione è sempre più alta, soprattutto nei confronti degli obiettivi sensibili: chiese, carceri, centri commerciali, località turistiche. Non possiamo permetterci di vigilare ogni sito con un presidio fisso ma i controlli, è innegabile, sono aumentati». «Il pericolo – ammette il prefetto – c’è ed è alto, anche nel Nuorese. E siamo consapevoli che il livello di pericolo continuerà a salire. La vigilanza è stata rafforzata su tutto il territorio, non solo in funzione antiterroristica, ma anche nell’ottica più generale di prevenzione dei reati. In caso di emergenza siamo pronti a intervenire». Quanto al rischio che tra gli immigrati, che stanno sbarcando sempre più numerosi nell’isola, si infiltrino fondamentalisti islamici, il prefetto invita alla prudenza: «Non bisogna confondere l’immigrazione col terrorismo – avverte –. In ogni caso i controlli sono severi».

Anche il vescovo di Nuoro Mosè Marcia fa sentire la sua voce dopo l’orrenda uccisione, in Normandia, di padre Jacques Hamel, il parroco di 86 anni ucciso davanti ai fedeli. E lancia un appello alla comunità: «Domenica prossima chiedo a tutti un momento di riflessione e di preghiera personale. Rinunciate a una pietanza o a un’ora di mare e chiedete al Signore la forza di perdonare quanti ci hanno offeso». Il vescovo invita tutti, fedeli e non, a riflettere sulla mancanza di rispetto e sulla paura dell’altro, sul concetto di accoglienza. «Aprite il vostro cuore, in famiglia, tra marito e moglie, con i vicini di casa. Dobbiamo essere capaci di accoglierci e rispettarci l’uno con l’altro». Una preghiera collettiva, quella di domenica, non solo in chiesa ma anche nelle proprie case. «È sufficiente anche un semplice gesto – dice il vescovo– un lenzuolo bianco alla finestra o una lampada accesa sul davanzale, a testimonianza dell’impegno di camminare insieme, nel segno del rispetto e dell’accoglienza».

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