Pigliaru: accettata una sfida coraggiosa
L’assessore Arru: c’è necessità di una sanità senza sprechi. Il centrodestra all’attacco: poveri sardi
CAGLIARI. È stata una faticaccia, di certo quella più pesante per il centrosinistra da tre anni al governo della Regione. Con qualche brivido, ma neanche troppi la maggioranza ha portato a casa il risultato e senza mai rischiare – va detto – di andare a casa prima del tempo, come invece le aveva giurato il governatore se la legge non fosse stata approvata. È andata bene e il commento a caldo di Francesco Pigliaru è stato: «Ringrazio la maggioranza per aver accettato la coraggiosa sfida di riformare la sanità. Siamo all’inizio di un percorso ed è un ottimo inizio». Soddisfazione ma con sobrietà, com’è nel suo carattere, quella del governatore. Senza proclami è stato anche l’ultimo intervento dell’assessore alla Sanità, Luigi Arru, che prima del voto finale, si è mostrato in aula abbastanza segnato dalla fatica, ma deciso nel dire: «Da qui, dall’Asl unica, cominciamo un viaggio importante e decisivo per la Sardegna, che ha necessità di una sanità senza sprechi e più efficiente». Bene o male, a parte lo scontro Sassari-Cagliari sulla sede – la maggioranza si è stretta intorno proprio attorno alla filosofia di un «viaggio indispensabile altrimenti il sistema regionale sanitario potrebbe fare la fine del Titanic». Solo il Centro democratico non è salito su quella che dovrebbe essere una possibile scialuppa di salvataggio. Anna Maria Busia s’è astenuta nel voto finale e il capogruppo Roberto Desini ha fatto lo stesso e più volte nel dibattito, per poi dire anche lui sì nell’ultima chiamata. È stato eroico il Partito dei sardi, con soprattutto Augusto Cherchi instancabile nel provare a rendere il più equilibrati possibili i poteri assegnati al super manager dell’Asl unica. Il resto della maggioranza non gli ha dato retta , ma i tre consiglieri del Pds hanno votato comunque a favore. Anche se sul suo blog il presidente del partito, Paolo Maninchedda, ha ironizzato: «Altro che Ats – è l’acronimo di «Unica» – questa è un’azienda Azz», lasciando libertà d’interpretazione sulla sigla da lui scelta. Sel ha ottenuto che i prossimi contratti del personale saranno uguali dappertutto, chi oggi è pagato meno avrà l’aumento, e con un emendamento condiviso da Forza Italia anche la proroga dei concorsi e delle graduatorie nelle Asl incorporate da Sassari e la stabilizzazione dei precari, come richiesto da Giancarlo Carta (Fi). Sel ha strappato, con Luca Pizzuto, anche un’altra vittoria: la Consulta regionale dei cittadini, che dal basso esprimerà pareri obbligatori ma non vincolanti sul futuro piano sanitario regionale. I Rossomori volevano il 118 regionale a Nuoro e l’hanno ottenuto senza grandi sforzi. L’Upc puntava sui distretti sanitari autonomi nelle isole minori e nei Comuni che usciranno dalla Città metropolitana di Cagliari: gli emendamenti sono passati. E Il centrodestra? Ha fatto la sua parte fino in fondo, ma senza successo e il voto segreto si è rivelato ben presto una cartuccia a salve. Però è stata dura con Pietro Pittalis (Fi): «Questa vostra riforma è una follia, poveri sardi». Poi con Gianluigi Rubiu (Udc), «Andrà molto peggio di prima», Paolo Truzzu (Fdi), «Sarà il caos», Michele Cossa (Riformatori), «Altro che politica fuori dalla sanità, volete proprio controllare fino all’ultima poltrona» e Angelo Carta (Psd’Az): «Non c’è davvero limite al peggio». (ua)
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