Coiffeur ed estetiste aumentano i saloni ma anche gli abusivi
Cresce il numero delle aziende: più 2,3 per cento Confartigianato: nel settore ci sono ancora troppi irregolari
SASSARI. Parrucchieri, estetisti e trattamenti di bellezza: in Sardegna crescono le imprese che si occupano di benessere, ma allo stesso tempo negli stessi settori aumentano i lavoratori irregolari. «Sono almeno 1200», è il grido d’allarme di Confartigianato. Alla fine del 2015 le aziende registrate nell’isola erano 3.256, di cui 2.830 quelle artigiane (l’86,9 per cento) cresciute, rispetto al 2014 del 2,3. Queste hanno dato lavoro a 4.950 addetti. Nel settore artigiano, il 65,5 delle realtà è gestito da donne, il 10,9 è guidato da under 35 mentre il 3,1 sono amministrate da stranieri. Sono questi i numeri del dossier, elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato, sul settore acconciature ed estetica nell’artigianato della Sardegna, che ha analizzato i dati diUnioncamere e Istat sulle imprese del benessere (acconciatori, manicure, pedicure e trattamenti estetici) tra il 2014 e 2015. «Questo è uno dei pochi settori che ha meglio resistito alla crisi – afferma la presidente regionale di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – e che fa registrare una crescente attenzione dei consumatori alla conservazione della salute, al benessere e alla migliore qualità della vita anche attraverso la cura della persona».
Le province. Tra le quattro province sarde i risultati migliori per il settore artigiano si rilevano a Cagliari, con un saldo positivo di 11 unità (+0,9) e a Sassari, con un saldo positivo di 8 unità (+0,9). In Sardegna, le imprese artigiane dei servizi di saloni di parrucchieri e barbieri sono 2.199, il 90,9 per cento del totale delle imprese del settore. Sono invece 610 le imprese artigiane dei servizi di istituti di bellezza. Infine si contano 17 imprese artigiane dei servizi di manicure e pedicure.
Spesa media. La spesa media mensile delle famiglie sarde per servizi di parrucchiere e trattamenti di bellezza è di 30,9 euro, equivalenti a 371 euro all’anno. Si stima che sul territorio sardo le oltre 714 mila famiglie spendano complessivamente 265 milioni di euro per parrucchieri e trattamenti di bellezza, pari all’1,8 per cento dell’ammontare della spesa per prodotti non alimentari.
Donne al timone. Le imprese del comparto sono gestite nella maggior parte dei casi da donne, quelle stesse che nell’ultimo anno hanno particolarmente subito la crisi. Secondo l’Agenzia del lavoro della Sardegna, infatti, ben 7mila donne hanno perso il posto di lavoro tra il quarto trimestre 2015 e il primo del 2016, passando da 230mila a 223mila. «I dati dimostrano come l’imprenditoria femminile sarda vada incoraggiata – continua la Folchetti – c’è la necessità di interventi che liberino tutte le aziende dai troppi vincoli e dai costi che soffocano le iniziative». Per incentivare l’impresa donna la presidente di Confartigianato propone una versione regionale della Legge 215 per l'imprenditoria femminile: «La Regione potrebbe finanziare un intervento come accadde negli anni passati a livello nazionale. Quell’intervento consentì la nascita di oltre 70mila aziende guidate da donne».
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