L’ex manager: colpa della Sogeaal
Borlotti, già direttore generale dell’aeroporto, accusa l’attuale management
ALGHERO. È stato l’artefice del fenomeno Ryanair e rivendica la bontà di quella scelta. È al centro di una querelle mediatica e giudiziaria con i vertici di Sogeaal, ma parla da uomo libero, senza peli sulla lingua, cercando di mettere da parte le sue vicende personali e professionali. Per Umberto Borlotti, ex direttore generale della società che gestisce l’aeroporto, le scelte della Regione rischiano di complicare la trattativa con la società irlandese. «Colpa di una privatizzazione di cui non si capisce l’urgenza, figlia di responsabilità che non risiedono a Cagliari ma a Nuraghe Biancu», spiega Borlotti. «Quando iniziò l’avventura di Ryanair ad Alghero, il ruolo proattivo della Sogeaal fu determinante, oggi la società di gestione attende che altri risolvano i suoi problemi – attacca – il presidente non si espone, non rischia e interviene solo per congratularsi con sé stesso per gli ottimi risultati dei bilanci, le cui perdite sono attribuite a fattori esogeni». D’altro canto, «il management ha fallito la riorganizzazione economica e finanziaria, sbandierata come obiettivo primario, e la società rischia il fallimento – rincara – non ci sono innovazioni significative nello scenario dei vettori aerei, le relazioni sindacali sono compromesse e le spese legali sono da record nazionale». In ultimo, «il piano industriale è segreto, sebbene debba essere condiviso con le istituzioni locali, i sindacati e il comparto, per condividere i progetti di sviluppo dello scalo», aggiunge Borlotti. Secondo l’ex manager, «la Commissione europea ha sancito per l’ennesima volta che Regione e Sogeaal possono operare con i vettori secondo il principio dell’investitore privato, non attenendosi alle norme sugli aiuti di Stato». Questa opportunità, che deriverebbe dal fatto che Sogeaal è della Regione, «la si perderebbe in caso di privatizzazione». Su quest’argomento è perentorio. «La privatizzazione di Sogeaal non è obbligatoria e occorre capirne meglio le motivazioni – dice – di per sé non è un male, ma è indispensabile che il territorio conosca le intenzioni decennali della proprietà privata e ne condivida il progetto». Per questo Umberto Borlotti si schiera col sindaco di Alghero, Mario Bruno. «Deve tutelare gli interessi della comunità – afferma – concordo con la battaglia attivata per evitare che il territorio subisca una violenza inaudita». (g.m.s.)
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