La Nuova Sardegna

Paci rilancia l’asse con la Corsica

Finanziati 36 progetti per 12 milioni. Coinvolte Liguria, Toscana e Costa Azzurra

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CAGLIARI. Trentasei progetti finanziati in Sardegna con 12 milioni e mezzo di euro nel primo bando da 70 milioni (su un totale di 200) del Programma di cooperazione Italia-Francia Marittimo 2014-2020 che interessa 6 milioni e mezzo di cittadini per progetti di Blue e Green economy, mobilità, accessibilità, innovazione, nautica, cantieristica, tutela del territorio e del patrimonio culturale, prevenzione dei rischi. Obiettivo delle regioni coinvolte - Corsica, Sardegna, Liguria e le 5 province costiere della Toscana, in più i dipartimenti francesi delle Alpi-Marittime e del Var, situati in Provenza-Alpi-Costa Azzura - alle quali si chiede di elaborare progetti di interesse comune alle aree di cooperazione, è quello di creare quello sviluppo intelligente, inclusivo e sostenibile che l'Unione Europea si è prefissata di raggiungere entro i prossimi 4 anni. La strategia prevede di rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia per trasformare l’area del Mediterraneo centro-settentrionale in una zona competitiva, sostenibile e inclusiva. Il Po Marittimo era stato presentato ufficialmente a Pisa a luglio dell'anno scorso: sui 38 programmi complessivamente approvati, la Sardegna partecipa a 36 e in 7 è capofila.

«Sono alcuni dei temi al centro del nostro programma di governo, superare i limiti dell'insularità e garantire infrastrutture, connessione, network – dice il vicepresidente della Regione Raffaele Paci –. Con questi programmi costruiamo ponti con le regioni che ci stanno più vicine pur essendo distanti, facendo asse con Toscana e Liguria ma soprattutto con la Corsica che come noi è fortemente penalizzata dal non avere ancora metano, dagli spostamenti possibili solo in nave e aereo, dalla mancanza di infrastrutture. Con questa prima fase ci assicuriamo 12 milioni e mezzo di euro dimostrando così di essere capaci di elaborare rapidamente progetti validi e competitivi, di creare contatti e fare connessione. Per la prima volta ci sono anche i privati che sono fondamentali e vanno inseriti in ogni programma europeo», conclude Paci.

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