Energia, la strategia dell’autosufficienza
Finanziamento della Regione: 90 milioni di euro per la rete di mutuo soccorso fra gli edifici pubblici
CAGLIARI. Produzione in proprio di energia elettrica e quella che avanza potrà essere ceduta all’edificio pubblico vicino. È questo il traguardo della rete per l’autosufficienza energetica che la Regione, con un finanziamento intorno ai 90 milioni, vorrebbe realizzare non solo nei suoi uffici, che oggi hanno un bolletta dai costi eccessivi, ma anche nei Comuni, nelle Università, nei Consorzi industriali, nelle Asl e dovunque sia possibile. In una delibera approvata dalla Giunta, è ben chiaro – almeno sulla carta – che «ciascun edificio pubblico dovrà produrre quello che consuma attraverso impianti alternativi e la sovraproduzione dovrà essere messa a disposizione di altre strutture». È una sorta di rivoluzione, o meglio ancora un mutuo soccorso fra «isole energetiche» che sarà sperimentato a Berchididda e Benetutti, sono gli unici due Comuni proprietari della rete di distribuzione, ma anche nelle case popolari gestite da Area, l’ex Iacp, e nel quadrilatero dei palazzi della Regione in viale Trieste, a Cagliari. Ma di fatto il bando, che sarà pubblicato a ottobre e con le assegnazioni dalla prossima primavera, è aperto a «qualunque strutture pubblica in grado di partecipare a questo micro reti di energia autoprodotta». Il finanziamento tra l’altro prevede un intervento per completare l’impianto solare termodinamico di Ottana e aumentare le possibilità di mobilità elettrica nelle Smart city, le città intelligenti dove i consumi energetici sono a loro volta mirati ed intelligenti. «Con questa delibera – ha detto l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras – vogliamo mettere gli enti pubblici collegati alla Regione, in particolare i Comuni, nelle condizioni di progettare, programmare e realizzare la loro autosufficienza». Si chiama efficientamento – ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda – ed «è indispensabile per rendere sostenibili, attraverso ad esempio l’isolamento termico degli edifici, anche i costi per il riscaldamento che oggi incidono in maniera consistente sui bilanci pubblici». È stato il governatore Francesco Pigliaru a ribadire il concetto: «Vogliamo realizzare delle connessioni perché quanto autoprodotto non si disperda nelle rete classica dell’energia, ma sia utilizzato da altre strutture fino a generare un equilibrio che potremmo definire quello della reciproca autosufficienza e del benessere».
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