Pula, polemiche dopo l’incendio al Capo Blu
Mauro Pili, Unidos: «È la diretta conseguenza di una campagna antincendio fallimentare»
PULA. Il giorno dopo i segni sono ancora più evidenti. I 150 ettari di macchia mediterranea andati in fumo a due passi da un villaggio turistico in cui soggiornavano 400 persone, prontamente evacuate, hanno lasciato un segno indelebile nel territorio e nella memoria di chi ha visto le fiamme consumare alberi e macchia fino ad avvolgere villaggio turistico di Capo Blu. Sono state confermate anche le causa del rogo che è patito per colpa di qualcuno che, all’interno del villaggio, ha gettato le ceneri di un barbecue, probabilmente convinto che fossero ormai spente. I tizzoni, invece, erano incandescenti e la forza del vento ha fatto il resto.
Il giorno dopo, conclusa la conta dei danni, arrivano le polemiche. Tra i commenti più duri ci sono quelli di Mauro Pili, deputato e leader di Unidos che attraverso la sua pagina Facebook ha criticato la macchina dei soccorsi, corredando gli interventi con una nutrita documentazione fotografica che mostra l’origine dell’incendio che ha terrorizzato gli abitanti, e i villeggianti, della zona di Santa Margherita di Pula: «Quelle foto sono la prova di quanto sostenuto sin dal primo momento: il disastro di Santa Margherita di Pula è la diretta conseguenza della fallimentare gestione della campagna anticendio della Regione. Come è possibile che un incendio circoscritto, in mezzo alle case si sia potuto trasformare in un disastro di dimensioni devastanti? Certamente la responsabilità principale è di chi ha generato l'incendio ma come è possibile che un territorio abitato da migliaia di persone, in un periodo come questo, sia stato abbandonato? Come è possibile che non ci fossero squadre a terra in grado di intervenire con la giusta tempestività? Per quale motivo è stato chiuso il distaccamento dei vigili del fuoco di Pula, attivo sino al 2014?», chiede Pili.
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