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Pigliaru annuncia la svolta: dal 2018 il metano in Sardegna

L'assessore Maria Grazia Piras e il governatore Francesco Pigliaru
L'assessore Maria Grazia Piras e il governatore Francesco Pigliaru

Entro due anni saranno costruiti i primi depositi costieri di Porto Torres, Oristano e Cagliari. Il governatore: finalmente prezzi uguali al resto d’Italia. L’assessore Piras: un risultato storico

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CAGLIARI. Da quanto tempo la Sardegna aspetta e invoca il metano? Da una vita. Da quando ci fu la prima promessa dell’allora premier D’Alema al governatore dell’epoca, Palomba, era il lontano 1999. È lo stesso anno in cui l’attuale primo ministro Matteo Renzi, che il 29 luglio a Sassari ha detto «stavolta riusciremo nella storica impresa», discuteva la tesi di laurea a Firenze e non pensava certo a Palazzo Chigi. È trascorso davvero un bel pezzo di vita italiana in questi 17 anni d’attesa in cui la Sardegna è rimasta sempre in coda al gruppo perché non poteva contare su quel gas, il metano, che costa poco e rende tanto. Ora con il miliardo e mezzo abbandonante messo nel bilancio del «Patto per la Sardegna», l’agonia dovrebbe essere finita. Nel 2018 – ha detto e giurato a sua volta il governatore Francesco Pigliaru – «anche i sardi avranno finalmente il metano».

Ultimi in Italia, ma l’avranno. A costruire la rete, a garantire che un domani i prezzi saranno gli stessi della penisola sarà sempre e solo lo Stato. Investirà e pagherà l’opera: sarà questo «il primo e vero risarcimento per chi vive in un’isola e da sempre paga una delle bollette energetiche più care in Europa». Fra due anni il miracolo dovrebbe compiersi, ha ribadito l’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, nel presentare «quello che è di sicuro uno dei capitoli più importanti e decisivi del Patto firmato tra il Governo e la Sardegna».

L’obiettivo. «Dobbiamo colmare il gap nelle infrastrutture – ha sottolineato il governatore – che per la Sardegna sono uno svantaggio storico». Quando il metano sbarcherà nei depositi costieri il risparmio sarà da subito netto per famiglie e imprese. «I costi saranno dimezzati», hanno confermato gli esperti della Regione dopo aver ricordato che «ogni anno proprio perché non hanno il metano, i sardi si devono caricare almeno 400 milioni di costi in più rispetto ai connazionali sulla terra ferma».

I finanziamenti. I primi 288 milioni, secondo quanto previsto nel Patto, saranno utilizzati per far sì che, nel 2018, i 38 distretti energetici in cui è divisa la Sardegna possano distribuire il metano nelle case e alle imprese. Subito dopo la seconda tranche, 578 milioni, sarà spesa per costruire la dorsale sarda e le sue quattro-cinque diramazioni verso i Comuni che non si affacciano sulla costa. È questo il tubo che attraverserà l’isola da nord a sud, con almeno tre depositi principali a Sarroch, Oristano e Porto Torres. Poi sarà immesso nelle diverse reti locali e, come confermato da Pigliaru, «il metano arriverà in tutti Comuni». Come riuscirà il Governo a garantire il super finanziamento? Al momento opportuno coprirà il prezzo con un piccolo aumento della bolletta energetica e il sovraprezzo, non dovrebbe superare i 2-3 euro all’anno per famiglia, sarà pagato non solo dai sardi ma da tutti «gli italiani», ha detto Pigliaru.

Il calmiere. Oltre a questi primi 700 milioni, nel Patto la Sardegna ha ottenuto che l’ultima tranche sia utilizzata, sempre dal 2018 in poi, per «calmierare il costo del metano». In sostanza il prezzo di quello sardo sarà sempre lo stesso pagato da chi abita a Milano o nelle altre regioni del Mezzogiorno. Se nel caso dovessero esserci sbalzi nel listino, il Governo interverrà per «evitare che le oscillazioni ricadano sui consumatori sardi». Pigliaru ha detto che «questa doveva essere la principale garanzia. L’abbiamo ottenuta ed eviterà che in futuro ci siano rischi di monopolio sia nell’approvvigionamento sia nella distribuzione». È questo il progetto, fra due anni il probabile taglio del nastro.

Le critiche. Le opposizioni in Consiglio regionale però non ci credono e Forza Italia, con una lettera perentoria, vuole che il governatore «vada oltre gli annunci e si presenti in aula per dire tutta la verità, solo la verità, sul Patto», che per la minoranza «resta un bluff». (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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