Tutti i comuni nella rete del Gnl
Il gas arriverà nella stiva delle navi e all’inizio sarà trasportato con le autobotti
CAGLIARI. C’è un patto nel Patto: dal 2018 la Sardegna avrà finalmente il «suo» di metano». Dovrebbe essere questa la volta buona, dopo almeno 17 anni d’attesa e troppe false partenze, compreso il bluff del Galsi algerino. L’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, ha preso ora un impegno con la storia. Ha detto che il primo passo verso l’agognata metanizzazione sarà fra poco più di un mese. A settembre inaugurerà i primi tre bacini, sono aggregazioni fra Comuni e quindi potenziali clienti, dei 38 in cui è stata divisa l’isola dal Piano energetico regionale, approvato in via definitiva dalla Giunta. I tre bacini a tagliare il nastro saranno Quartucciu, Ittiri e Ozieri. Per mettere a regime la rete però ci vorranno altri due anni. «Entro il 2018 – ha giurato l’assessore – costruiremo i depositi costieri», in cui sarà stoccato il gas naturale liquido, Gnl o metano che dir si voglia. È nei silos a «bocca di banchina» nei porti di Sarroch, Oristano e Porto Torres (è questa l’ipotesi più probabile, con Oristano molto avanti nella realizzazione) che le bettoline, o navi gasiere, scaricheranno il Gnl. Che per essere trasportato via mare dovrà essere trasformato allo stato liquido, con una procedura che prevede l’abbattimento fino a meno 160 gradi, per poi essere rigassificato a terra e infine immesso in rete. Una rete, o meglio ancora il lungo tubo della cosiddetta dorsale sarda, che però fra due anni sarà ancora in costruzione a leggere i tempi previsti dal cronoprogramma della Regione. Ma nonostante il mancato «allineamento fra le due fasi», come hanno spiegato gli esperti dell’assessorato, la distribuzione del metano avverrà comunque. Perché fino a quando non sarà completata la dorsale, il trasporto del Gnl (a quel punto ancora allo stato liquido) dai porti ai bacini sarà effettuato con le autobotti. Giunto a destinazione via terra, il metano sarà solo allora riportato allo stato gassoso in mini impianti, micro-rigassificatori appunto, e immesso nella rete locale. Questa è una rete che invece esiste già, soprattutto nei grandi Comuni, ed è quella in cui oggi transita il «gas di città». Stando alle previsioni della Regione, attraverso la dorsale e le sue quattro-cinque bretelle di collegamento, o attraverso il trasporto su strada, nessun Comune sarà escluso dalla distribuzione. Ultima domanda: ma quali saranno i vantaggi economici con l’arrivo del metano? La bolletta, a cominciare dal costo per il riscaldamento, per una famiglia dovrebbe dimezzarsi e il risparmio sarà ancora più vantaggioso per le imprese, oggi penalizzate troppo dal caro energia.
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