La Nuova Sardegna

Giovanni e Stefano sposi, a Sassari le prime nozze gay

Alessandro Pirina
Giovanni e Stefano sposi, a Sassari le prime nozze gay

Celebrata la prima unione civile: presente la senatrice Monica Cirinnà

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Il Parlamento non lo ha voluto chiamare matrimonio, per il Paese che ha al suo interno il Vaticano forse sarebbe stato troppo. Ma tra rito solenne, scambio degli anelli e lancio del riso la differenza sembra davvero solo lessicale. Ieri Sassari è stata teatro della prima unione civile in Sardegna. Giovanni e Stefano, da 34 anni insieme, hanno finalmente potuto coronare il loro sogno. Legato più al riconoscimento dei diritti, delle tutele che ad altro. «Siamo sempre stati considerati una famiglia, dai parenti come dagli amici. Eravamo invisibili solo per lo Stato». Ma ora anche per lo Stato sono marito e marito. Giovanni Fancello e Stefano Resmini, giornalista gastronomico il primo, sindacalista il secondo, sono la prima coppia gay a unirsi in Sardegna dopo il varo della legge Cirinnà. E anche la prima coppia a sposarsi di fronte a chi più di tutti si è battuta perché quella legge andasse in porto. Ieri, accanto a quelli ufficiali, Giovanni e Stefano hanno avuto una testimone d'eccezione. Proprio Monica Cirinnà, che in vacanza in Sardegna, è stata contattata dal sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e invitata a partecipare al rito. Una occasione che la senatrice del Pd non ha voluto lasciarsi scappare.

L'attesa. La cerimonia era fissata per le 10 a Palazzo Ducale, ma i futuri sposi si sono presentati con largo anticipo. Con loro i testimoni, i parenti, gli amici e, vista l'occasione, anche tanti giornalisti. La giornata, d'altronde, era di quelle storiche. Nella sala del municipio in cui negli anni si sono sposate migliaia di coppie etero per le prima volta si stavano per unire due gay. Per il resto un matrimonio a tutti gli effetti. Anche per scelta del sindaco, che ha optato per una formula solenne, matrimoniale.

Il rito. Alle 10 in punto Giovanni e Stefano, con un mazzo di fiori arcobaleno, salgono nella sala al primo piano. Si siedono nelle poltroncine in attesa del sindaco. Nicola Sanna, con tanto di fascia tricolore indosso, si presenta pochi minuti dopo in compagnia di Monica Cirinnà. Presentazioni di rito, strette di mano e via con la formula. «Io Nicola Sanna, sindaco e ufficiale dello stato civile del Comune di Sassari, dichiaro in nome della legge che siete uniti civilmente».

Il sì storico. Parole che fanno la storia di Sassari e della Sardegna. Finalmente il primo sì di una coppia omosessuale è stato pronunciato. La sala scoppia in uno lungo applauso e loro, Giovanni e Stefano, si stringono in un lunghissimo abbraccio atteso 34 anni. Da quando, 28 anni il primo e 25 il secondo, si sono incontrati e hanno deciso di unire le loro vite. Era il 1982. E solo nel 2016 hanno potuto scambiarsi le fedi. Il sindaco. Prende poi la parola Nicola Sanna per sottolineare la portata storica delle nozze in municipio. «Oggi si va a chiudere un percorso iniziato nel 2011 con l'istituzione del registro. Finalmente siamo arrivati al riconoscimento pieno di una realtà che ora viene regolarizzata. Sono molto contento di aver celebrato la prima unione civile del Comune di Sassari e della nostra isola».

L'emozione di Cirinnà. Al suo fianco Monica Cirinnà, emozionata perché ha appena assistito alla sua prima unione civile tra una coppia gay, resa possibile dalla legge che porta il suo nome. «Coniugare diritti e sentimenti, coniugare l'amore all'interno di una legge è molto complicato - afferma -. Ma io non ho mai voluto mediare sulle parole fondative: libertà, dignità, laicità». Un discorso che chidue con un elogio a Sanna per aver celebrato il rito secondo un cerimoniale che poco si discosta dal matrimonio: stessa sala, stessa formula e fascia tricolore.

Il brindisi. La cerimonia si conclude con le firme degli sposi e dei testimoni. Giovanni e Stefano scendono poi nel piazzale del Comune, dove, come vuole la tradizione, gli amici lanciano per terra i piatti e i due vengono travolti da chicchi di riso e petali. Poi tutti nel cortile di Palazzo Ducale. Il brindisi degli sposi chiude così la cerimonia per la prima unione civile celebrata in Sardegna. L'unica che dovrà fare notizia, perché d'ora in avanti le nozze gay saranno routine. Come gli altri matrimoni. A dirlo è la legge. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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