La Nuova Sardegna

Supercafoni, l'estate senza regole di chi va per mare in Sardegna

di Giampiero Cocco
Supercafoni, l'estate senza regole di chi va per mare in Sardegna

Gran lavoro della guardia costiera tra trasgresori e diportisti troppo distratti

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OLBIA. L’operazione “mare sicuro 2016” predisposta, come ogni anno, dal corpo delle capitanerie di porto e della guardia costiera italiana ha fatto registrare una forte diminuzione nelle sanzioni e una maggiore presa di coscienza collettiva nel rispetto dell’ambiente e del mare. Diportisti e bagnanti più disciplinati, almeno nelle acque galluresi, stando ai dati diffusi nei giorni scorsi dalla direzione marittima del nord Sardegna, che ha competenza sulla costa che va da Capo Comino (Siniscola) a Capo Ferro (Alghero), passando per la Costa Smeralda, l’arcipelago maddalenino e tre aree marine protette.

Quest’anno, per un maggior controllo della gigantesca flotta di maxi yacht, panfili, motoscafi, barche a vela di ogni tipo e dimensione, gommoni e moto d’acqua che solca o staziona nelle acque del nord Sardegna la guardia costiera ha dislocato, in via del tutto eccezionale, anche un elicottero che resterà in servizio sino al 22 agosto. Nessuno lo dice apertamente, ma questa è soltanto la prova generale per la istituzione, a brevissimo termine, della base aerea della guardia costiera nell’isola della Maddalena, località che sta diventando strategicamente importante nel mutevole quadro geopolitico del Mediterraneo. Ieri il comandante in seconda della direzione marittima di Olbia, capitano di vascello Luigi D’Aniello, e il responsabile delle operazioni di vigilanza e soccorso per il nord Sardegna, capitano di vascello Vittorio Aloi, hanno illustrato i risultati di quasi due mesi di interventi in mare controllando concessioni marittime, ristoranti stagionali, spiagge esclusive e la miriade di barche e barchette che affollano il cristallino e azzurro mare d’agosto.

Un mare che richiama turisti amanti della abbronzatura, ma anche sprovveduti che imperversano per mare o sulla spiaggia. Con risultati a volte esilaranti, considerate le richieste di aiuto e soccorso che arrivano al numero telefonico “1530”, il pronto intervento della Guardia Costiera.

I confusi. Si parte con coloro che, a tutti i costi, vogliono prenotare una radiografia al ginocchio o una visita ginecologica. Gli operatiti radio hanno il loro bel daffare, ogni giorno, per spiegare all’interlocutore telefonico di turno che hanno sbagliato numero: debbono chiamare il 1533, il cup della Asl.

Sub da bar. Il sub scomparso, a ferragosto dopo una uscita in mare da una spiaggia di Palau che si era protratta bel oltre il tramonto ha messo in allarme Capitanerie di porto e guardia costiera, che stavano per mandare in mare gli uomini rana e motovedette. Poco prima di mezzanotte il sub è stato rintracciato al telefonino (ma non poteva avvertire i familiari?) dagli ufficiali della guardia costiera mentre beveva una...birretta in un baretto sulla spiaggia.

Troppi giochi. Il megayacht da 143 metri aveva gettato le ancore,il 17 agosto, poco distante dall’area marina protetta di Tavolara. Tutto in regola, sin quando dalle capienti stive della nave i marinai filippini non hanno tirato fuori i gonfiabili per i figli del magnate russo che volevano giocare in acqua. Tra mega scivoli, piscine, moto d’acqua, Fly Board e Jetlev Flyer per volare sull’acqua avevano occupato un miglio e mezzo di mare. Mega multa e sgonfiaggio immediato dell’acquapark privato.

A Porto Torres la scomparsa in mare di un bimbo sul materassino gonfiabile si è felicemente risolta dopo due lunghe ore di apprensione generale: il pargolo dormiva, beatamente, dentro casa. Sul materassino gonfiabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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