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I piani di Ryanair: in gioco il controllo dei cieli italiani

I piani di Ryanair: in gioco il controllo dei cieli italiani

Gli irlandesi puntano a 35 milioni di passeggeri per tenere lontana Alitalia. La riapertura della Riviera del Corallo diventa strategica nei piani della low cost

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SASSARI. La corsa non si ferma. La Regione continua a lavorare per definire i dettagli dell’operazione Alghero. Il nuovo incontro del governatore Francesco Pigliaru e dell’assessore al Turismo Massimo Deiana con il ministro Graziano Delrio, fissato per questi giorni, servirà per mettere a punto la strategia. Privatizzazione e immediato via libera all’incentivo che convincerà Ryanair a riaprire la base di Alghero. La dead line è fissata per novembre. Come ha spiegato l’ad di Ryaniar Michael O’Leary. E la giunta deve vedere approvata la sua delibera sulla ricapitalizzazione della società di gestione dello scalo, la Sogeaal, e la privatizzazione all’inizio di settembre. Tempi strettissimi perché il provvedimento dovrà superare le sabbie mobili dell’aula. Difficile che qualche consigliere regionale si prenda la responsabilità di frenare l’iter del ritorno di Ryanair, invocato da un territorio, ma non tutti sembrano convintissimi. A partire dall’ex sindaco di Alghero Marco Tedde, ora consigliere regionale di Fi, che più volte ha ribadito i suoi dubbi sulla privatizzazione e sul futuro controllo della società. Anche il sindaco di Alghero, Mario Bruno ha espresso qualche preoccupazione sul futuro di uno scalo controllato e indirizzato nelle sue scelte industriali solo dai privati.

Monocoltura. Anche perché lo scalo di Alghero è quello che più dipende dalle low cost tra gli scali dell’isola. Il 71 per cento dei suoi passeggeri sbarca dalle compagnie a basso costo. E la gran parte di questa percentuale è di Ryanair. Al Riviera del Corallo nel 2015 su 1,6 milioni di passeggeri complessivo 1,2 è arrivato con le low cost. Facile comprendere la assoluta dipendenza dello scalo, ma anche di tutta l’economia turistica del territorio dalla monocoltura Ryanair. E facile capire come la compagnia irlandese possa di fatto tenere sotto scacco l’aeroporto di Alghero. Il paragone con Cagliari chiarisce ancora di più la dipendenza da low cost. A Elmas nel 2015 sono sbarcati 3,7 milioni di passeggeri, di questi 1,9 arrivava con low cost.

La battaglia globale. Ryanair ha annunciato che investirà in Italia un miliardo di dollari nel 2017 e che comprerà 10 aerei e li utilizzerà in Italia per aprire 44 nuove rotte. Una parte sono state già annunciate. Ma l’impegno di Ryanair è finalizzato a rafforzare la leadership sul mercato nazionale. Il vettore irlandese trasporta 30 milioni di passeggeri all’anno. È primo, Alitalia si ferma a 23 milioni. Ma nel 2017 Ryanair punta a mettere insieme 35 milioni di passeggeri. La strategia passa anche per Alghero, in cui in questi mesi la compagnia più forte rimasta è Alitalia. E Ryanair punta proprio a invadere le quote di mercato dell’ex compagnia di bandiera italiana. Lo può fare anche grazie a una strategia commerciale aggressiva che le consente ri ricevere incentivi per aprire le rotte negli aeroporti regionali. Come Alghero e Cagliari.

La Sardegna diventa un tassello essenziale di questa nuova battaglia dei cieli tra le due compagnie. Da una parte Alitalia che cerca di difendere le sue quote di mercato, Ad Alghero copre le tratte su Roma e Milano in continuità e dopo l’addio di Ryanair ha aperto nuove rotte. Dall’altra c’è la compagnia irlandese che da novembre riaprirà la sua base a Alghero, quasi invocata dal territorio che non sembra preoccuparsi troppo della dipendenza assoluta da Ryanair. (l.roj)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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