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Golfo Aranci a misura di vacanze città smart, ma non c’è il wi-fi

di Giampaolo Meloni

INVIATO A GOLFO ARANCI. Quei cinquanta centesimi il totem non li vuole proprio inghiottire. Dopo numerosi tentativi il turista si arrende. Prova con una moneta da due euro. Niente. Arriva l'addetto...

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INVIATO A GOLFO ARANCI. Quei cinquanta centesimi il totem non li vuole proprio inghiottire. Dopo numerosi tentativi il turista si arrende. Prova con una moneta da due euro. Niente. Arriva l'addetto ai parcheggi. Ecco, quando si dice “ausiliario della sosta”. Forse chi ha coniato la qualifica intendeva questo (non le multe): aiutare l'automobilista in difficoltà di fronte al tentativo di stampare un ticket per il parcheggio. Si deve arrendere anche la signora milanese che per sganciarsi dall'incombenza degli spiccioli vorrebbe l’abbonamento settimanale. Ma non sa come fare. L'ausiliario le spiega costi e procedure: 20 euro, rivolgersi all'ufficio del municipio, di fronte. Soliti inciampi della vacanza, in questa Sardegna deficitaria di servizi adeguati descritta da tanti turisti? No, a Golfo Aranci ci si deve ricredere. La scarsa efficacia tecnologica del totem non certifica i luoghi comuni del turismo pedestre. Golfo Aranci smentisce tutti.

Diciamolo, la mancanza di wi fi si sente. Nei tre anni precedenti il Comune guidato dal sindaco Giuseppe Fasolino, caso raro, ha assicurato la copertura gratuita sull'intero territorio comunale. Quest'anno impianti in tilt senza rimedio. Per usufruire della rete mobile gratuita resta l'alternativa del bar o dell'attività commerciale: password a pagamento. Certo, in contraddizione con la magia tecnologica realizzata da Guglielmo Marconi a Capo Figari, ma ci si può consolare con il fatto che il bilancio dei disagi a Golfo Aranci finisce qui.

Il sipario si apre a metà mattina quando sul via Libertà, il corso principale che attraversa l'abitato, sfila una Rolls Royce nero brillante, dietro i finestrini un "inquilino" con occhi curiosi su tratti somatici pakistani si gusta la vista del paese. Non ha necessità della stazione di ricarica per auto elettriche sistemata davanti al municipio, con il cavo collegato a un'utilitaria. Servizio che recupera sulla carenza di wi fi e assegna la veste un poco smart alla cittadina che guarda sul costone di Capo Figari. Poco più in là spiagge affollate sull'intero profilo costiero del paese. All’ormeggio nel porticciolo attrezzato senza sbavature centinaia di imbarcazioni, yatch compresi. Due linee di bus (caspita, funzionano!) collegano il centro con tutte le spiagge, sino a Terrata, Cala Sassari, Sos aranzos.

Quarantacinquemila presenze diluite tra alberghi e tante seconde case, contro una popolazione di duemilacinquecento residenti, non hanno paralizzato il paese. Anzi. La prova si ha la sera, quando anche l’affluenza verso il centro gonfia le strade e il lungomare con richiamo di eventi e spettacoli. Nessun ingorgo. La sagra del pesce, la festa del mirto, i concerti sono state invasioni di folla. Ora anche il mercatino mobile sistemato sul lungomare: negozi di marchi affermati che si affiancano alle case tipiche dei pescatori che delimitano l’abitato. C’è anche la libreria, unica oasi che sotto il sole cocente di mezzogiorno ospita cinque clienti. E piace, la sera, il cinema all’aperto.

La fontana dell’acqua potabile a prezzi bassi, i bagni pubblici che funzionano, la passeggiata spazzata al mattino, le postazioni del noleggio gommoni, le escursioni in mare formano il mosaico di una cittadina che sull’economia del mare ha costruito un brand turistico che guarda anche al target alto. Lo conferma la fiera dell’usato della nautica in programma a fine mese.

Due simpatiche ragazze, Paola e Giulia, danno notizie utili e forniscono depliant a decine di persone dal box infopoint allestito dal Comune. Confermano: sono tutti contenti della qualità dei servizi. Alle 19.30 una sirena affiora dalle acque del porticciolo. Grande attrazione, come il sottomarino giallo con il museo immerso. Città smart anche sott’acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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