La Nuova Sardegna

Alcoa: «Smantelleremo la fabbrica»

di Tamara Peddis
Alcoa: «Smantelleremo la fabbrica»

Annuncio clamoroso della multinazionale Usa a pochi giorni dall’accordo con il governo per l’ingresso della Glencore

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PORTOVESME. L'Alcoa, annuncia che inizierà a smantellare gli impianti dello stabilimento di Portovesme entro la fine dell'anno, dopo aver constatato l'impossibilità di trovare un acquirente per la fabbrica. È questo, in sistesi, l'annuncio ufficiale della multinazionale americana dell'alluminio. «Abbiamo collaborato quasi 4 anni con il Governo per trovare un acquirente idoneo – dice il responsabile di Trasformation Alcoa, Rob Bear – l'obiettivo è adesso proseguire con l'adempimento dei nostri obblighi, e preparare il sito per attrarre nuovi business e creare nuove opportunità di lavoro». Secondo la società «da quanto l'attività produttiva è stata interrotta, nel novembre del 2012, sono stati compiuti considerevoli sforzi per trovare un acquirente idoneo, ma le condizioni del mercato dell'alluminio non lo hanno consentito». La notizia si è diffusa tra le organizzazioni sindacali come una doccia fredda. Il destino dello stabilimento è in un momento delicato di una trattativa ancora in corso tra il Governo e la multinazionale svizzera Glencore, possibile acquirente della fabbrica di alluminio. Secondo notizie ufficiose pare che l'accordo sia stia chiudendo proprio in questi giorni. Il 5 settembre è previsto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con le organizzazioni sindacali sull'esito di questa infinita trattativa con la multinazionale svizzera. Dopo l'annuncio di Alcoa c'è stata la reazione indignata dei sindacati. Secondo il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, non è vero che l'Alcoa ha collaborato con il Governo perché ha impedito sia la visita dello stabilimento che la possibilità di accertare e valutare lo stato dell'azienda a qualsiasi nuovo investitore. «Il ministro Calenda e il premier Renzi – afferma Bentivogli – prendano rapidamente in mano la situazione. Chiediamo che venga convocata Alcoa e si chieda di ratificare la propria posizione». Anche tra i sindacati del Sulcis Iglesiente le reazioni sono severe. Roberto Puddu della Cgil e Rino Barca della Cisl hanno sottolineato che la multinazionale Alcoa non toccherà nulla dalla fabbrica. «Non hanno nessuna autorizzazione da parte del Governo che in questo momento di trattative delicate sta cercando di creare i presupposti per continuare la produzione di alluminio in Sardegna» ha precisato Puddu. «Ci opporremo a questo smantellamento finchè il futuro degli operai non sarà garantito» ha ribadito Rino Barca. Lavoratori e sindacati sono pronti a fare le barricate davanti allo smantellamento degli impianti che per decenni hanno prodotto alluminio a Portovesme, quel metallo che il Governo e la Regione, in tanti comunicati ufficiali, hanno sempre definito come una produzione strategica per l'isola e per l'intero Paese. La Giunta regionale segue con attenzione la trattativa con la Glencore dalla quale si attendono a breve risposte sull'acquisto dello smelter. Sono oltre 700 gli operai che da anni attendono risposte. Per molti di loro dopo dicembre non ci sarà più neanche l'assegno di mobilità. La multinazionale ha già iniziato da mesi l'attività di bonifica dei suoli nell'area attorno alla fabbrica. Questa fase sarà ora affiancata da un processo di dismissione graduale che avrà inizio entro la fine del 2016. Con lo smantellamento, secondo Alcoa il sito industriale sarà liberato e reso disponibile per progetti di riqualificazione e per lo sviluppo di nuove opportunità di business.

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