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Asl unica, non c’è accordo gelo sui nomi del presidente

Asl unica, non c’è accordo gelo sui nomi del presidente

Oggi la giunta sui nuovi manager, ma è scontro su chi dovrà guidare l’Ats I candidati non sono sardi e molti nomi sono troppo vicini al centrodestra

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CAGLIARI. Agosto artico in giunta. La Asl unica ha congelato i rapporti in maggioranza. Il ritorno dalle vacanze si è trasformato in una tempesta. In uno scontro sui nomi dei nuovi vertici delle Asl. In teoria la giunta li doveva fare da qualche giorno. Ma tutto è stato rimandato a oggi, e potrebbero slittare ancora alla prossima settimana. Il motivo è semplice. Manca l’accordo sui nomi. La riforma delle Asl ha ridotto a cinque le poltrone dei manager. Ma lo scontro è solo su una, la superpoltronissima di chi guiderà la Asl unica. Nelle sue mani un bilancio di 3,2 miliardi di euro, oltre il 60 per cento dell’intero budget della Regione. E di fatto controllerà le spese e il personale di tutte le altre Aziende sanitarie. Facile capire il motivo dello scontro. Da una parte la giunta, che ha nelle sue mani una rosa di una decina di nomi, ma in realtà solo un paio sarebbero stati presi in considerazione per la guida della Asl unica. Dall’altra i partiti della maggioranza che ritengono di difficile digestione i nomi proposti. Il motivo è semplicissimo. In alcuni casi i candidati hanno un legame con giunte di centrodestra. La giunta aveva stabilito che il manager a capo della Asl unica sarebbe dovuto arrivare dalla penisola. Ma i nomi circolati in queste ore hanno raccolto solo critiche.

La rosa. Nessun nome ufficiale, solo indiscrezioni sui possibili candidati. Si parla di Francesco Zavattaro. Nominato dall’ex governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, Forza Italia. Ha fuso le Asl di Lanciano, Chieti e Vasto. Ora nominato direttore amministrativo di una Asl in Lombardia dalla giunta leghista di Bobo Maroni. Pochi consensi anche per Carmelo Scarcella. Direttore generale della Asl di Brescia, che gli esperti degli equilibri politici lombardi danno in quota Fratelli d’Italia. Pochi consensi anche per il terzo nome preso in considerazione. È Pietro Grasso, direttore area sviluppo al Policlinico Gemelli di Roma. È vicino al centrosinistra, ma a essere contestata in questo caso è la sua minore esperienza gestionale. Stessa motivazione che ha portato a respingere la candidatura di Joseph Polimeni, ora direttore sanitario della Asl di Lucca.

Reazioni. Il malcontento non sarebbe solo all’interno del Pd, ma anche negli altri partiti della maggioranza. Le turbolenze si leggono in chiaroscuro nel comunicato del senatore di Sel Luciano Uras che chiede un chiarimento in maggioranza. Ma anche all’interno del Pd i nomi non piacciono. Tanto che il partito avrebbe chiesto a Pigliaru un cambio di rotta. In caso contrario i Dem sono pronti a sostenere un manager sardo per la Asl unica.Freddezza estrema del Partito dei sardi sulla vicenda. Da subito il gruppo in consiglio ha contestato la scelta di un non sardo come manager.

Gli altri manager. Il quadro sarebbe quasi chiuso. Confermata alla guida dell’Azienda ospedaliera Brotzu Graziella Pintus. Stessa sorte anche per Giorgio Sorrentino alla Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari. Si parla della nomina di Piero Delogu, ora a capo della centrale operativa del 118, come nuovo manager della Areu. Incertezza sul nome di chi guiderà la azienda mista di Sassari. Per ora si sa solo che non sarà sardo. (l.roj)

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