La giunta si spacca saltano le nomine Asl
Pigliaru vuole far passare la delibera con i nuovi manager delle Aziende sanitarie Sette assessori su undici non partecipano al voto. Divisione su nomi e metodo
CAGLIARI. Dondola come un elefante su un filo di ragnatela. Francesco Pigliaru ha vissuto la sua giornata più pericolosa da presidente. Si è fermato a un passo dal baratro dopo che sette undicesimi della giunta hanno fatto un passo indietro. E hanno detto che non avrebbero partecipato al voto della delibera con cui si nominavano i nuovi manager delle Asl.
I maghi della sanità hanno rischiato di uccidere la giunta. E di sicuro gli strascichi di questo petto contro petto tra il governatore e i partiti che lo sostengono si sentiranno a lungo.
Flashback. Pigliaru era convinto di riuscire a far approvare i nomi dei nuovi manager della Asl senza troppe difficoltà. Ma qualche turbolenza era già arrivata nei giorni scorsi. L’area Fadda-Cabras del Pd e una parte dei piccoli partiti di maggioranza, Sel, Centro Democratico e Rossomori, non avevano gradito metodo e nomi. Il Partito dei Sardi ne aveva fatto una questione più ideologica. Ai Maninchedda boys non piaceva l’idea del Papa straniero. Del manager non sardo. Ma Pigliaru era certo che la Ragion di Stato avrebbe avuto la meglio. Il governatore, più per necessità che per scelta, ha dovuto impegnare la maggior parte della sua giornata a disinnescare l’ordigno Sogeaal. La privatizzazione dello scalo di Alghero era diventata la madre di tutte le atomiche poggiate sulla scrivania di Pigliaru. Il governatore riesce nel miracolo. Guarda l’orologio. Sono le 17. Ha il tempo di una rapida riunione di maggioranza, convocata ufficialmente per discutere della privatizzazione dell’aeroporto di Alghero. Ma il presidente comunica anche i nomi da lui decisi per guidare le Asl nell’isola. Secondo alcuni un tentativo di avere un’investitura dal Consiglio che indebolisse gli assessori. Secondo altri per informare la maggioranza delle sue decisioni.
Melina. La riunione si conclude senza un’investitura ufficiale, ma Pigliaru decide di andare avanti ed entra in giunta. Impossibile non notare da subito le poltrone vuote degli assessori Paolo Maninchedda e Francesco Morandi. Espressione del Partito dei sardi e del Centro democratico.
Il crash. Pigliaru continua la corsa. Pigia sul pedale e va. L’assessore alla Sanità Luigi Arru presenta la delibera in cui sono presenti quattro nomine. Il nome per la guida della Asl Unica è Francesco Zavattaro. Alla guida dell’azienda ospedaliera Brotzu viene riconfermata Graziella Pintus. Stesso trattamento anche per Giorgio Sorrentino attuale manager della Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari. Per l’azienda mista di Sassari viene proposto il romano Giancarlo Ruscitti. Rimandata quella del manager della Areus, la Asl che si deve occupare delle emergenze urgenze.
Il golpino. Uno dopo l’altro gli assessori si sfilano. Già vuote le poltrone di Maninchedda e Morandi. Ma anche Massimo Deiana, Claudia Firino, Cristiano Erriu, Maria Grazia Piras ed Elisabetta Falchi annunciano che non parteciperanno al voto della delibera sui manager Asl. Con il governatore restano gli assessori Luigi Arru, Raffaele Paci, Gianmario Demuro e Virginia Mura. Troppo pochi perché il voto sia valido. Per evitare l’imbarazzo del gran rifiuto ci si attacca all’apparenza che in realtà non sfiducia il presidente, ma la delibera dell’assessore. È Arru che presenta la delibera. E che di fatto non viene neanche discussa. Le nomine, che sembravano cosa fatta, vengono rinviate, come la seduta di giunta. Oggi si arriva in aula, ma tutti sono pronti a giurare che lo strappo in maggioranza e in giunta non si vedrà in aula. La pelle splendida del centrosinistra nasconderà le sue rughe in Consiglio. Almeno per dire sì alla privatizzazione della Sogeaal. Ma l’opposizione ha già caricato i cannoni e oggi sarà battaglia.
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