Di Maio: ora pronti a governare
Il leader dei 5 stelle parla dei temi nazionali: Roma e referendum
SASSARI. Accolto a Sassari da un autentico bagno di folla di grillini entusiasti e incazzati, il leader pentastellato Luigi Di Maio liquida l'affaire Roma con uno stringato «andremo avanti; domani nomineremo il nuovo assessore, il nuovo capo di gabinetto e i nuovi vertici Atac e Ama, e andremo avanti a cambiare Roma. Lo abbiamo promesso e lo faremo», e lancia la campagna elettorale del Movimento per votare No al referendum sulla riforma costituzionale. Giacca convenzionale blu su camicia bianca, Luigi Di Maio si presenta al popolo della rete sassarese con il sorriso rilassato e rassicurante di chi ha pochi dubbi su cosa dire. E nella sala convegni della Camera di commercio, davvero troppo piccola perché dia spazio e respiro a tutti: «Nel No al referendum sulla riforma costituzionale c'è il cambiamento del Paese», arringa la folla l'uomo di punta dei 5 stelle. «Il No dà la possibilità agli italiani di andare al voto per scegliersi un governo. Alle scorse elezioni avete mandato 130 di noi all'opposizione, ma noi vogliamo essere maggioranza, dateci un'opportunità e non vi deluderemo». Affiancato dai consiglieri comunali eletti a Sassari, Maurilio Murru, Desirè Manca e Marco Boscani, Di Maio parla senza patemi e ne ha davvero per tutti. Boccia la riforma costituzionale disegnata dal Governo Renzi: «Non è una riforma, è una presa in giro per i cittadini. Non affronta quelle che sono le priorità dei cittadini e fa finta di abolire il Senato e le Province. Hanno capito che potrebbero perdere le prossime politiche e si sono inventati un Senato non eletto dal popolo, scelto da loro fra i consiglieri regionali, ossia la classe di politici più corrotta d'Italia, che avrà così l'immunità parlamentare». Critica la nomina di Vasco Errani a commissario straordinario del governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso: «è un uomo che fa politica nel centrosinistra dal 1983, per tre volte, in deroga alla legge, è stato governatore dell'Emilia Romagna, ed essendo esponente della minoranza Pd, è stato nominato da Renzi solo per ricucire il partito». E infine ha parole di incoraggiamento per i sindaci del Movimento: «Sono soli. Essere un sindaco del Movimento non è facile, perché bisogna lottare contro le lobby che comandano da sempre. A Roma e Torino dopo tre giorni di insediamento ci hanno accusato di non avere ancora risolto i danni che gli altri hanno causato in 30 anni. Quindi state vicino ai nostri sindaci e fate del Movimento un partito inclusivo, che attragga e coinvolga le migliori intelligenze del Paese, perché quando andremo al Governo, avremo bisogno di loro».
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