La Nuova Sardegna

Arcipelago in fiamme, duecento evacuati

di Serena Lullia e Andrea Nieddu
Arcipelago in fiamme, duecento evacuati

La Maddalena, il fuoco avvolge l’isola Giardinelli. Bagnanti in fuga a bordo dei gommoni della guardia costiera

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LA MADDALENA. Quattro ettari di macchia mediterranea in fumo, 200 persone evacuate, due elicotteri e un canadair al lavoro. Sono questi i numeri del vasto incendio che ieri è scoppiato verso le 16 all’Isuleddu, l’isola di fronte a Caprera in cui si trova la famosa spiaggia di Capocchia d'ù purpu. Il rogo è partito dal bivio che porta alle spiagge, affollate pur essendo una giornata di settembre. Le fiamme, alimentate dal maestrale, hanno cominciato a ingoiare la macchia mediterranea puntando proprio verso Capocchia d’ù purpu. Sul posto i vigili del fuoco, la protezione civile, l’ente foreste, il Corpo forestale dello Stato, il Corpo forestale di vigilanza ambientale e i barracelli che si sono occupati di domare il fuoco a terra. L’aiuto dal cielo è arrivato con due elicotteri e un canadair. Polizia municipale e carabinieri hanno gestito la viabilità.

Evacuazione dal mare. Mentre i vigili del fuoco lottavano contro le fiamme, il sindaco Luca Montella insieme alla Capitaneria coordinava il piano di evacuazione dal mare. Oltre 200 i bagnanti rimasti intrappolati sulle spiagge. Impossibile per loro usare le auto. Il rogo impediva di raggiungere l’unica via di accesso e di uscita dall’isola e le fiamme puntavano proprio verso il parcheggio. Ai mezzi della Capitaneria di porto si sono affiancati i gommoni privati messi a disposizione dal “Pontile pesca sportiva Giardinelli”. Ma tanti altri maddalenini hanno usato le loro barche per andare a recuperare le persone dalla costa Ci sono volute diverse ore per spegnere il fuoco, decine di lanci del canadair. Solo in tarda serata, dopo le operazione di bonifica, i turisti sono stati accompagnati alle loro auto per riprendere gli oggetti personali abbandonati sulla sabbia.

La conta dei danni. Quattro gli ettari di ginepri, cisto e lentischi in cenere. Una ferita profonda nel cuore dell’Isuleddu, uno dei fiori all’occhiello dell’arcipelago, amata dai residenti come dai vacanzieri.

Ipotesi origine dolosa. Difficile non ipotizzare un’origine dolosa. Il fuoco è stato appiccato nel pomeriggio, nel momento in cui il maestrale soffiava con maggiore forza, intorno ai 13 nodi. Strategico anche il punto da cui le fiamme si sono sviluppate. In modo che il vento le spingesse verso Capocchia d’ù purpu affollata di bagnanti.

La condanna. Dura la condanna del sindaco Montella, sul luogo dell’incendio dal primo pomeriggio fino al calar del sole. In un post su Facebook si rivolge al piromane. «Mi rivolgo a te, si proprio a te che hai la mano sporca di un crimine che non potrà mai trovare spiegazione. A te che fai sì che la pacifica vita di bimbi e adulti sia messa in bilico tra il fuoco e chi lo combatte con tutta la propria forza e l’aiuto di Dio. A te che non pensi che tutto questo sia ingiusto e che non puoi non sapere che lì c’erano molti bagnanti. Fermati perché le azioni che compi non hanno niente di diverso dagli atti terroristici che stanno flagellando il mondo. Se non pensi all’ambiente, pensa che la vita di persone innocenti non deve essere mai, dico ma, essere messa in discussione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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