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La Regione lavora per evitare la grande sete

La Regione lavora per evitare la grande sete

L’assessore Maninchedda: i progetti per migliorare la rete sono già pronti, aspettiamo le risorse

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CAGLIARI. Un vertice per misurare la sete dell’isola. L’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda nei giorni scorsi ha convocato una riunuione a cui hanno partecipato l’Autorità di bacino, i vertici di Abbanoa gli assessori Donatella Spano, Elisabetta Falchi e Maria Grazia Piras, i vertici dell’Enas e delal protezione civile. Il vertice è servito per fare il punto delle riserve idriche e a individuare le aree in maggiore sofferenza. Le scorte sono quelle del 2004. A essere in maggiore difficoltà sono il bacino del Posada e la zona di Sassari. Il direttore del Distretto idrografico ha illustrato la situazione dei bacini e quella delle emergenze idriche generate nei paesi alimentati da pozzi o serviti da reti inadeguate. In generale si sta in una soglia di allerta. Le difficoltà nascono, e sono già molto serie, nei comuni che si alimentano da pozzi e nei centri che non sono connessi con invasi ancora capienti. Il resoconto lo dà l’assessore Maninchedda nel suo blog. «La situazione del Posada è complicata, rispetto al quadro comunque di assenza di precipitazioni, dalle verifiche da me richieste sulla tenuta statica della diga – scrive –. Le perizie sono in corso come è in corso una stretta vigilanza dell’Enas rispetto alle scelte da fare per la sicurezza delle popolazioni e, secondariamente, per l’approvvigionamento idrico nell’imminenza della stagione delle piogge. Sul bacino del Liscia il Consorzio di Bonifica della Gallura ha da tempo fatto alcune proposte di medio periodo che l’assessorato ai Lavori Pubblici ha sottoposto alla valutazione del Distretto idrografico per poi proporre quelle ritenute tecnicamente valide a contrastare l’emergenza nel breve e a migliorare l’approvvigionamento nel medio periodo, alla giunta regionale per il finanziamento. Per Sassari il cuore del sistema è nell’aumento di funzionalità di Truncu Reale e alla possibilità di approvvigionarsi dal Coghinas. La giunta ha chiesto al Distretto, ad Abbanoa e a Enas di elaborare amministrativamente le soluzioni tecniche per calcolare l’importo degli interventi. Tra gli scenari, si è scelto anche di far valutare l’alimentazione da fonti montane oggi non ancora utilizzate. Le soluzioni sono tecniche. La responsabilità del reperimento delle risorse è politica. Il 19 distretto illustrerà le proposte e si cercheranno le risorse. Poi si andrà in giunta con un programma politicamente condiviso».

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