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Un’estate di fuoco in tutta l’isola

Un’estate di fuoco in tutta l’isola

In fumo migliaia di ettari. Gli incendi più estesi nel Marghine e nel Guilcer

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SASSARI. Tra le zone attraversate dai roghi che hanno riscaldato l’estate ce ne sono alcune che potevano essere controllate dagli occhi del sistema di telerilevamento regionale, se l’apparato fosse stato in funzione: sarebbe potuto accadere a Santa Margherita di Pula, 150 ettari di macchia mediterranea andati in fumo e 400 persone evacuate, ma anche a Villagrande Strisaili e nei pressi di Nuoro.

Il senno del poi non può certo spegnere gli incendi, soprattutto quando le fiamme hanno già violentato il territorio, ma pensare che la conta dei danni potesse essere più lieve è un esercizio che non costa nulla e che non provoca alcun danno. Anche perché, l’estate del 2016 non è stata quella con il bilancio più grave. Ottomila ettari (secondo la Regione) o diecimila (secondo i Riformatori sardi) sono comunque un conto pesantissimo che non è diventato drammatico solo grazie all’intervento sul campo delle squadre del Corpo forestale e ai violi radenti e precisi dei piloti della Protezione civile a bordo dei Canadair e degli elicotteri antincendio.

La Sardegna ha pagato un tributo pesantissimo. L’incendio più pericoloso è quello che ha sfiorato il centro abitato di Sedilo dopo aver devastato il Marghine, dove all’inizio di luglio erano andati in fumo cinquemila ettari di campagna e di pascoli. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze anche sull’economia del territorio se non fosse stato per la gara di solidarietà organizzata dagli agricoltori di tutta la Sardegna che avevano recapitato a Sedilo quintali di balle di foraggio, in modo che i colleghi colpiti dagli incendi potessero sfamare i loro allevamenti. Anche in Planargia, pochi giorni fa, le fiamme hanno consumato una robusta fetta di territorio. Ma le notizie di roghi pericolosi sono arrivate anche dai luoghi delle vacanze con fiamme a ridosso della spiaggia di Platamona, durante una domenica infernale, o quelle che hanno lasciato su una spiaggia dell’Arcipelago di La Maddalena decine di turisti spaventati dalle fiamme che minacciavano la spiaggia, poi recuperati dai gommoni della Guardia costiera. (c.z.)

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