Le campagne vittime della grande sete

Pesanti restrizioni nell’erogazione dal Liscia e dal Posada, preoccupazione per i raccolti

SASSARI. I dati illustrati durante il vertice sono quelli risalenti al 31 agosto. E denunciano una situazione allarmante soprattutto nei bacini più piccoli. L’indicatore di stato è 0,27, appena al di sotto del limite 0,30 che seprara il livello di vigilanza dal livello di pericolo. Ma nel quadro complessivo regionale la situazione è molto diversificata. Nella relazione illustrata dal direttore dell’Autorità di Bacino Roberto Silvano emerge infatti che i bacini più estesi sono in condizioni meno critiche: è il caso del sistema Tirso Flumendosa, che serve la fetta più grossa dell’isola sia per l’utilizzo civile sia per l’irrigazione delle campagne: in questo caso l’indicatore è fermo a 0,31, cioè al livello di vigilanza. Più critico il quadro, sintetizzato dall’indice 0,2, negli schemi idrici più piccoli: il Posada, il Basso Sulcis e l’Alto Cixerri. Anche in questo caso però occorre fare una distinzione importante: fra i tre sistemi idrici soltanto il Posada alimenta gli acquedotti, cioè garantisce l’acqua alle abitazioni, mentre gli altri due servono esclusivamente le campagne. Proprio per questo motivo, considerato che è prioritario assicurare l’acqua alle abitazioni, a pagare le conseguenze della straordinaria siccità sono state per prime le campagne della Gallura, soggette a pesanti restrizioni nell’erogazione idrica. I dati parlano chiaro: rispetto alla media degli ultimi anni sono stati erogati 16 milioni di metri cubi in meno e i tagli hanno riguardato il settore irriguo alimentato dal Liscia e dal Posada. La disperazione degli agricoltori, sfociata nelle ultime settimane in diverse iniziative di protesta, è stata provocata proprio dalla necessità di chiudere i rubinetti delle campagne per garantire l’approvvigionamento domestico. Rispetto a una erogazione media per l’uso agricolo di 25 milioni di metri cubo all’anno, nel 2016 al Liscia ne sono stati assegnati 19, con una riduzione del 24 per cento. Grande sete anche per le campagne alimentate dal Posada: qui a fronte di 24 milioni di metri cubi abituali, nel 2016 ne sono stati assegnati 18, con un taglio pari al 25 per cento. Altrove è andata meglio: non ci sono state altre limitazioni e la stagione irrigua non ha subito alcun danno. (si. sa.)

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