La Nuova Sardegna

Una folla per dire addio ai tre ragazzi

di Stefano Ambu
Una folla per dire addio ai tre ragazzi

Grande commozione a Quartu e Sinnai dove sono stati celebrati i funerali delle vittime dell’incidente a Is Pontis Paris

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QUARTU. Il palco vuoto della festa di Sant'Elena, in corso proprio in questi giorni, sembra che guardi con rispetto e tristezza a quello che succede pochi metri più in là nella basilica e fuori dalla chiesa con tanta gente che aspetta a capo chino. Perché per Quartu ieri è stato il momento del dolore con l'ultimo saluto alle due vite spezzate in un incidente all'alba di sabato scorso a Is Pontis Paris. L'ultimo saluto alle vite di Manuela Olla, 21 anni, e dell'amica Anna Maria Perra, 17 anni. Chiese diverse, la basilica per Manuela e il Sacro Cuore per Anna Maria. Ma stessa ora, le 16, per i funerali. E stesso scenario: chiese senza un posto libero, lacrime e dolore.

Qualche chilometro lontano, al di lá, della statale 554, a Sinnai, chiesa di Santa Barbara, stessa scena e stessa sofferenza per il saluto all'altra vittima della tragedia di sabato mattina, Davide Giunchini, 26 anni. Uniti nel momento della tragedia. E uniti temporalmente al momento dell'addio.

Proprio ai funerali di Manuela il sacerdote, nella basilica di Sant'Elena, durante l'omelia si è rivolto ai tanti ragazzi amici della vittima seduti tra i banchi della grande chiesa: «La vita è un bene troppo prezioso- ha avvertito dall'altare - non mettetela a rischio: se vi sentite in alto mare e senza una bussola, l'orientamento è Dio, vi porterà al sicuro». Come dire: le porte della Chiesa sono sempre aperte. E ha lanciato una proposta: «Facciamo nascere una speranza da questo momento così triste - ha detto sempre rivolto ai giovani - perché non raccogliete i soldi di uno o due giorni e li donate, come volete, ai terremotati?». Un lungo applauso ha salutato l'uscita del feretro dalla chiesa. E in cielo si sono levati dei palloncini bianchi.

Dolore, grande dolore. «Anche Gesù - ha detto il sacerdote a Sant'Elena - come ci insegnano le Scritture, in questo casi piangeva e si commuoveva». Una comunità, quella di Quartu, unita nel dolore: il sindaco Stefano Delunas ha proclamato per ieri il lutto cittadino. Una comunità che si interroga e piange per quello che è successo sabato mattina a Is Pontis Paris. Lo ha ricordato anche il sacerdote: proprio in quel tratto di viale Marconi, la strada che unisce Cagliari a Quartu e poi smista le auto per Selargius, Monserrato e Quartucciu, due anni anni fa si era consumata un'altra tragedia. Qualche decina di metri prima poco, con dinamiche molto diverse. Ma anche in quel caso con esito tragico: due, giovanissime, vite spezzate. Is Pontis Paris e viale Marconi sempre in mezzo alle polemiche. Un tempo, quando c'erano i semafori, era nel mirino perché troppo lenta: un tappo che anziché unire, quasi divideva, Cagliari e Quartu.

Poi, con la realizzazione del nuovo super svincolo, niente più lunghe attese ad aspettare il verde. Ma - basta vedere le file ogni mattina in direzione Cagliari - il traffico è sempre lentissimo. Arteria sotto accusa anche quando i pendolari sono a casa: la strada, per altri versi, è considerata troppo larga e “veloce” per un'arteria che comunque passa di accanto a case e attività commerciali. Ora la parole magiche sembrano due: senso unico. Se ne parla da tempo sia dal versante Cagliari, sia dal fronte Quartu. Chissà se risolverà i problemi.

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