La Nuova Sardegna

Migranti, inchiesta sull’appalto per il centro di accoglienza di Cargeghe

di Nadia Cossu
Protesta dei migranti a Cargeghe nel novembre 2015
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Protesta dei migranti a Cargeghe nel novembre 2015

La guardia di finanza sequestra i documenti in prefettura, l’ipotesi è che possa esserci una gestione irregolare

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SASSARI. È stato un esposto presentato negli uffici della Procura della Repubblica di Sassari a far scattare l’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione del centro di accoglienza per migranti di Cargeghe.

La magistratura sta cercando di far luce sull’appalto della struttura a pochi chilometri da Sassari che fino allo scorso 31 dicembre dava vitto e alloggio a circa 130 migranti. Nell’ambito delle indagini ad opera della guardia di finanza sarebbero stati sequestrati numerosi faldoni negli uffici della Prefettura di Sassari. L’ente di piazza d’Italia il 15 settembre del 2015 aveva stipulato con la rappresentante legale della casa di riposo Regina Margherita di Sassari la convenzione «relativa alla gestione del servizio di accoglienza straordinaria di cittadini stranieri temporaneamente presenti sul territorio nazionale».

Convenzione che all’articolo 13 (quello relativo alle cause di risoluzione) stabilisce che «costituisce grave inadempienza l’aver subappaltato o affidato comunque a personale non in rapporto diretto con la propria struttura i servizi di cui all’articolo 1». Ossia i servizi di gestione amministrativa, di assistenza generica alla persona, di pulizia e igiene ambientale, di erogazione dei pasti, di fornitura di beni e servizi per l’integrazione. E sarebbe proprio questo il nodo della questione: quella struttura, contrariamente a quanto previsto dalla convenzione, venne data in subappalto.

La magistratura vuole vederci chiaro e sta ricostruendo le tappe che hanno portato all’avvio del servizio di accoglienza di Cargeghe e dopo pochi mesi, però, anche alla sua conclusione. Partendo da settembre del 2015 quando Maria Luisa Ganadu (rappresentante legale della Regina Margherita che si era aggiudicata la gestione del centro di Cargeghe) stipulò un contratto di servizio con Giampaolo Bertoli, legale rappresentante della cooperativa “Tracce di Meraviglia”. Contratto che prevedeva la gestione – dietro compenso giornaliero di 23 euro più Iva per ciascun ospite – della struttura immobiliare di Cargeghe.

Di fatto quindi – e questo sta accertando la Procura – quel centro di accoglienza venne dato in subappalto considerato che la cooperativa “Tracce di Meraviglia” garantiva in esclusiva tutti i servizi a eccezione del pocket money.

Magistratura e guardia di finanza starebbero esaminando anche precedenti accordi e contratti stipulati sempre tra la onlus e la cooperativa – che si riferiscono a periodi antecedenti settembre 2015 – durante i quali potrebbero esser stati garantiti gli stessi servizi sempre in regime di subappalto.

Il sequestro di documentazione negli uffici della Prefettura probabilmente servirà proprio a capire se in quella gestione siano state o meno commesse irregolarità e se, eventualmente, possa essersi configurata una qualche tipologia di reato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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