Incendio-bis per l’auto della figlia del sindaco
Il primo raid ad aprile. Ora date alle fiamme anche 3 vetture dei carabinieri Gli inquirenti già a lavoro seguono diverse piste, anche quella passionale
INVIATA A OROTELLI. «È il secondo attentato nel giro di pochi mesi. Basta, non si può vivere così». Il sindaco di Orotelli Ninno Marteddu ieri mattina non è andato in municipio. È rimasto a casa, nella sua villetta, sconvolto dopo l’attacco incendiario che ha distrutto la macchina della figlia e altre tre di proprietà dei carabinieri in servizio nella stazione di Orotelli. Ignoti martedì, intorno a mezzanotte, hanno appiccato le fiamme alle quattro vetture che erano in sosta proprio davanti alla caserma dei carabinieri, in via Vittorio Emanuele, incuranti delle telecamere che sorvegliano il piazzale esterno del comando. Di fronte c’è la villetta dove il sindaco vive con la moglie e le due figlie.
«Eravamo già a letto – racconta Ninni Marteddu, barba lunga e, sul volto, i segni di una notte insonne – Ho sentito gente che scappava, poi mi sono affacciato alla finestra e ho visto le auto in fiamme. Un inferno». Il sindaco è sceso di corsa con una pompa e ha iniziato a spegnere l’incendio. Poco dopo sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Nuoro e i carabinieri di Ottana, guidati dal capitano Massimo Meloni, che ora indagano sull’inquietante episodio. L’incendio è, di sicuro, doloso: vicino alle auto, che sono state gravemente danneggiate dalle fiamme, i militari hanno infatti trovato diversi inneschi. Già lo scorso aprile qualcuno si era introdotto nel parcheggio privato della casa del sindaco e aveva dato fuoco alle auto del sindaco e della figlia, Tania. L’intimidazione era arrivata a pochi mesi dalle elezioni amministrative. A giugno i cittadini avevano poi rieletto, per il terzo mandato consecutivo, Nanni Marteddu. In quell’occasione si era parlato di un movente politico legato alla sua attività di amministratore. Ora, però, dopo l’attentato incendiario dell’altra notte, le indagini potrebbero prendere un’altra direzione. Il bersaglio degli attentatori, infatti, potrebbe essere non il sindaco, ma la figlia. «Sono veramente preoccupato». Il sindaco questa volta non vuole manifestazioni di solidarietà in piazza, com’è avvenuto dopo l’attacco incendiario di aprile quando molti sindaci e amministratori sardi scesero in piazza, a Orotelli, in segno di solidarietà. «Ho piena fiducia nella magistratura. Questa volta è diverso, sono certo che ci siano gli elementi necessari per risolvere il caso».
Il riserbo, da parte degli investigatori, è massimo. «Stiamo valutando tutte le possibilità – fanno sapere dalla compagnia di Ottana– Le indagini seguono diverse piste, nessuna esclusa». Anche quella passionale, quindi. Intanto ieri i carabinieri hanno visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza, sia quelle comunali che si trovano in via Vittorio Emanuele. Sia quelle posizionate all’esterno della caserma. E proprio dai fotogrammi potrebbe arrivare la soluzione della vicenda.
Solidarietà al sindaco è stata espressa dal Consiglio regionale che ha condannato «gli ultimi gravissimi atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, il sindaco di Orotelli Nannino Marteddu e l'ex sindaco di Mandas Umberto Oppus che, solo per puro caso, non hanno avuto drammatiche conseguenze».
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