Consorzi Zir, i dipendenti saranno trasferiti nei Comuni

SASSARI. Le buone notizie sono annunciate entro la fine di ottobre. Loro, in attesa da anni che la politica si ricordi della loro esistenza, ormai si fidano pochissimo. Ma la svolta per i...

SASSARI. Le buone notizie sono annunciate entro la fine di ottobre. Loro, in attesa da anni che la politica si ricordi della loro esistenza, ormai si fidano pochissimo. Ma la svolta per i lavoratori dei consorzi Zir potrebbe essere reale. L’assessore all’Industria Maria Grazia Piras sembra intenzionata a dare una accelerata alla vicenda, rispolverando dai cassetti la legge di cancellazione datata 2008, con l’obiettivo di dare una nuova collocazione e restituire dignità ai dipendenti. Sono meno di una cinquantina e da quasi otto anni lavorano nei consorzi commissariati che la giunta Soru aveva deciso di cancellare. Per questo nel 2008 era stata approvata la legge che prevedeva la soppressione dei consorzi e il passaggio di funzioni e dipendenti ai Comuni, alle Province o alle Unioni dei Comuni. Il percorso si è arenato subito. La legislatura Soru è finita in anticipo e nei cinque anni successivi la giunta di centrodestra non ha ripreso in mano la pratica. La giunta di centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru ha manifestato più volte l’intenzione di affrontare e risolvere la situazione e un anno fa, in sede di approvazione della legge Finanziaria, la svolta sembrava essere dietro l’angolo. Invece l’iter si è fermato. Ora, dopo audizioni in Commissione, interrogazioni di consiglieri regionali e l’annuncio di proteste eclatanti da parte dei lavoratori, qualcosa sembra muoversi. Entro le fine del mese la legge datata 2008 sarà portata in giunta regionale e riscritta. Si stabilirà che i dipendenti dei consorzi saranno trasferiti alle Unioni dei Comuni o ai Comuni, cioè agli enti locali che sopravviveranno alla soppressione delle province. Archiviata l’ipotesi di trasloco all’interno dei Consorzi industriali provinciali, i lavoratori delle Zir diventeranno dipendenti municipali o delle nuove forme aggregative. La modifica della legge è essenziale per procedere ai trasferimenti ma anche per dare il via libera al secondo passaggio: l’estinzione dei debiti accumulati dai consorzi Zir. È un tesoretto a molti zeri, all’interno del quale gli stipendi ai dipendenti (alcuni dei quali non vengono pagati da quasi tre anni) costituisce soltanto una parte. Da quando è stata stabilita la chiusura e messa in liquidazione dei Consorzi, le Zir non hanno ricevuto più finanziamenti da parte della Regione. Per un po’ sono riusciti a tirare avanti grazie agli introiti provenienti dalle imprese insediate nelle aree industriali: tariffa rifiuti, contributo segnaletica ed erogazione dell’acqua. Poi i primi problemi con Abbanoa e lo stop alle foniture idriche. L’inizio della crisi, con i debiti che crescevano a dismisura e l’impossibilità di fornire servizi minimi alle imprese. Tutto questo mentre gli stipendi ai dipendenti iniziavano a latitare. Nonostante le enormi difficoltà, quasi tutti i lavoratori sono rimasti al loro posto. A breve, se gli annunci saranno mantenuti, la loro costanza sarà finalmente premiata. (si. sa.)

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